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Olio esausto da rifiuto a risorsa, a Bordighera arriva la “Casina Olly” che fa bene alle balene foto

I primi cinquecento bidoncini pronti per essere consegnati a cittadini e ristoratori

Bordighera. Una balena azzurra che nuota felice in un mare pulito. E’ il simbolo della “Casina Olly”, posizionata stamani a Bordighera nell’area ecologica della “Piccola Velocità”, a ridosso della stazione ferroviaria. Si tratta dell’innovativo punto di raccolta degli oli alimentari esausti destinati al riciclo, fortemente voluto dall’amministrazione comunale e frutto dell’accordo tra Docks Lanterna (azienda che si occupa dell’igiene urbana in città) ed Eco.Energy S.p.A concessionaria del marchio e facente parte del gruppo fiorentino Gorent, leader italiano nell’ambito della sostenibilità e dell’economia circolare.

Casina Olly

«E’ un altro passo per creare la consapevolezza nei cittadini e soprattutto nelle generazioni più giovani di quanto sia importante tutelare il nostro ambiente – dichiara il sindaco Vittorio Ingenito -. Qui potranno conferire sia privati che ristoranti e alberghi con lo scopo di tutelare il nostro mare e il santuario dei cetacei: è un passo fondamentale per il futuro del nostro sistema». Soddisfatto l’assessore all’Ambiente, Marzia Baldassarre, che ha seguito l’iniziativa in prima persona: «L’Amministrazione comunale è molto attenta alla questione ambientale, con “Olly” arricchisce le proprie iniziative con un sistema di raccolta e recupero degli oli alimentari esausti di provenienza domestica e da utenze produttive» dice, preannunciando nuove iniziative, volte soprattutto a coinvolgere i più giovani, per sensibilizzarli all’importanza del rispetto dell’ambiente: «Abbiamo pensato di organizzare il premio “Pinna Pelagos” che coinvolgerà i bambini – spiega – Insomma, non ci fermiamo».

Cinquecento i bidoncini per la raccolta dell’olio alimentare esausto già pronti per essere consegnati ai cittadini dalla Docks Lanterna. Altri ne arriveranno se il progetto prenderà piede: fondamentale per la riuscita, infatti, è il coinvolgimento delle persone che aderiranno all’iniziativa, raccogliendo l’olio per poi portarlo alla “casina” a recuperare il bidoncino completamente pulito e pronto per essere riutilizzato.

Perché è importante non gettare l’olio esausto nel lavandino? A spiegarlo è la biologa marina Sabina Airoldi, ricercatrice dell’Istituto Tethys che si occupa della tutela dei cetacei e dell’ambiente marino. «Per me è una straordinaria notizia sapere che da Bordighera, la mia città, nasca questa prima iniziativa in Liguria nei confronti di uno degli elementi inquinanti del nostro mar Mediterraneo e del nostro santuario Pelagos, che è poco conosciuto – dichiara -. Vengono prodotte in Italia e immesse nel mare circa 1 milione e 500mila tonnellate di olii vegetali. Il 20 per cento di questi olii proviene da cucine di abitazioni e di ristoranti e finiscono attraverso i nostri lavandini o nel suolo, o in falda freatica o in mare. Un solo chilogrammo di olio vegetale può inquinare oltre un chilometro quadrato di mare, che equivale a 140 campi di calcio. Ecco perché è così importante conferire correttamente l’olio, non buttarlo via nel lavandino ma riporlo in un recipiente e portarlo in questa “Casina Olly”».

Il danno all’ambiente marino dell’olio gettato nel lavandino è immenso, dunque, basti pensare che un singolo 1 litro d’olio utilizzato per cucinare e gettato nello scarico del lavandino di casa contamina circa 1 milione di litri di acqua pulita e concorre a corrodere le fognature con elevati costi di depurazione. Il danno ecologico continua poi nell’acqua del mare formando una pellicola sottile impermeabile che impedisce la naturale ossigenazione e compromette l’esistenza della flora e della fauna.

Grazie al progetto Olly, invece, l’olio vegetale esausto si trasformerà da rifiuto in risorsa, come spiega Laura Bucci, responsabile comunicazione e marketing di Eco Energy: «I grassi vegetali non sono rifiuti biodegradabili – spiega – Quindi è importante che vengano conferiti, in questo caso nella casina di Olly. L’olio viene poi raccolto e conferito nell’impianto di raffinamento che si trova a Firenze, presso la nostra azienda. Qui viene ripulito e raffinato per ottenere un biodiesel: da rifiuto, dunque, l’olio diventa risorsa, evitando così l’inquinamento delle nostre falde acquifere».