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La Shoah nella poesia all’istituto Fermi Polo di Ventimiglia

Si è parlato anche di altri tragici genocidi accaduti nel corso della storia

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Ventimiglia. All’Istituto Fermi Polo di si è tenuta una particolare lezione condivisa (3M Servizi Commerciali, 5G Geometri e 5 A Amministrazione Finanza e Marketing) dedicata alla Shoah nella poesia, svolta all’interno delle riflessioni didattiche e sociali dedicate alla Giornata della Memoria.

Partendo dal contesto storico generale e dalla poesia “Shemà” che introduce “Se questo è un uomo” di Primo Levi si è discusso del potere evocativo del linguaggio lirico nella comunicazione, un’alternativa interessante alla narrativa o alla filmografia, che sono strumenti più consueti e immediati nella loro fruizione. Attraverso un’attenta analisi delle figure retoriche, dell’uso dei suoni dei termini usati all’interno del significante, che lascia protagonista il lettore nel passaggio fra parola scritta e immagine introiettata, i ragazzi hanno avuto modo di confrontarsi con un punto di vista differente. L’iniziativa è stata proposta dal Prof. Davide Barella, in collaborazione con le professoresse Germana Montaldo e Ambra Saitta.

«È un’iniziativa che non solo ha portato alla riflessione, che è comunque doverosa, ma che si è basata sulla condivisione. L’invito è quello di utilizzare questi momenti di riflessione
come spunti per una corretta prassi educativa, che non si limiti alla mera celebrazione. Queste iniziative hanno l’obbligo di affratellare», ha detto la Dirigente Scolastica, la dottoressa Antonella Costanza.

La lezione si è conclusa con un’apertura ad altri tragici genocidi accaduti nel corso della Storia, che probabilmente non hanno avuto la stessa macabra pianificazione della Shoah, ma che allo stesso modo hanno rappresentato indelebili macchie nere nella storia dell’umanità. L’incontro è terminato con la lucida, struggente “Quando soffia il vento “, poesia presaga di morte e inno all’esistenza del popolo Sioux.

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