Quantcast

Imperia, slitta la firma per il passaggio di Amat in Rivieracqua: i nodi sede e personale

Il sindaco Scajola: «Vogliamo rassicurazioni sul fatto che il consorzio pubblico possa gestire il depuratore, gli scarichi e tutte le reti»

Imperia. E’slittata la firma che avrebbe dovuto sancire il passaggio di Amat in Rivieracqua dal 1° febbraio prevista per stamattina in Provincia. «Alle 17 – spiega il presidente della partecipata del Comune di Imperia Maurizio Temesio è convocata una conference call. I nodi da sciogliere  sono ancora molti». Non si capisce, infatti, che fine faranno i 47 dipendenti di Amat, dove, da lunedì ,andranno a lavorare, quali mezzi useranno, da chi prenderanno ordini.

«Io– prosegue Temesioho soggiaciuto all’ordine del commissario dell’Ato Gaia Checcucci predisponendo il trasferimento dei beni demaniali, tutte le reti idriche, stazioni di pompaggio, fognature, impianti tutto quello che è funzionale al servizio. Non capisco, poi, per quale motivo il commissario abbia ammesso l’affitto di ramo d’azienda per Amaie e, invece, sia escluso per noi. Stasera ci spiegherà questo ostracismo».

La sede dell’Amat nel capoluogo sembra esclusa dal passaggio? «La sede è una proprietà privata e non essendoci alcun esproprio il suo passaggio va trattato in termini privatistici. O prendono la sede da noi o ne prendono un’altra ma mi sembra difficile espletare il servizio dalla sede di Sanremo a Imperia», sottolinea Temesio.

Sulla querelle interviene con una nota anche il sindaco Claudio Scajola: «Non abbiamo mai messo in discussione la necessità di un bacino unico per il servizio idrico, abbiamo sempre contestato la capacità di gestione di Rivieracqua. Il passaggio dei prossimi giorni da Amat a Rivieracqua avviene in ossequio alle disposizioni di legge. In questa fase di transizione vigileremo a garanzia del patrimonio che è dei cittadini di Imperia, delle professionalità interne di Amat, dei costi dell’acqua».

«Vogliamo rassicurazioni sul fatto che Rivieracqua possa gestire il depuratore, gli scarichi e tutte le reti. Ci siamo affidati a un legale di primissimo piano per la redazione di alcune dichiarazioni unilaterali, che presenteremo a latere del verbale di consegna, a tutela di Imperia e degli imperiesi. Ora consegniamo i beni, subito dopo ci siederemo a un tavolo per avviare con urgenza un processo di riforma del modello di società, valutando l’ingresso di un socio privato che possa garantire l’afflusso di capitali e la messa a punto di un grande piano di investimenti sull’acqua, contenendo i costi. Non potrà essere questa società, così com’è, ad essere il gestore unico di un servizio così importante per la nostra comunità»,  conclude Claudio Scajola.