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Immigrazione, la prefettura cerca un sito idoneo: ma nessuno vuole il centro di transito foto

«Mai più a Ventimiglia», dice Scullino. Ma gli altri sindaci non trovano spazi

Ventimiglia. “Che sia fatto ma non qua”. Sembra questo il sunto della riunione che si è svolta stamane in videoconferenza tra il prefetto del ministero dell’Interno Michele Di Bari, il prefetto di Imperia, Alberto Intini, il presidente della provincia di Imperia Domenico Abbo; il capo di gabinetto della presidenza di Regione Liguria, Matteo Cozzani e i sindaci Gaetano Scullino (Ventimiglia), Armando Biasi (Vallecrosia) e Davide Gibelli (Camporosso).

Un incontro finalizzato alla sottoscrizione di un protocollo di intesa per individuare un sito in cui aprire il centro di transito, che veda, possibilmente, i comuni in accordo con la prefettura incaricata dal ministero di indire un bando per la gestione dello stesso.

Dal canto suo, Scullino non torna indietro rispetto a quanto dichiarato già mesi fa: «Questa amministrazione è favorevole a quanto già stabilito dal protocollo condiviso a suo tempo con il prefetto Michele Di Bari, ovvero con la realizzazione in provincia di Imperia di un centro di identificazione dei migranti che però non sia istituto nel territorio comunale di Ventimiglia», dichiara il sindaco, secondo cui un centro di transito in frontiera non farebbe altro che attirare ulteriormente gli stranieri interessati ad attraversare il confine italo-francese. «Ventimiglia ha già pagato un prezzo altissimo», ribadisce Scullino che chiede anche «che venga ripristinato il servizio di trasporto dei migranti respinti dalla Francia (20mila nel solo 2020) verso gli hot spot come accadeva in passato con i pullman della Riviera Trasporti». Ulteriore richiesta: concedere alle associazioni che si occupano di assistere i migranti «alcuni spazi all’interno della caserma di San Luigi per un’accoglienza transitoria – dice il sindaco – In modo che non si debba più vivere la situazione di degrado a poche centinaia di metri dalla frontiera, con i volontari che sfamano i migranti in mezzo alla strada in uno dei punti più panoramici di Ventimiglia».

Non è d’accordo il sindaco Armando Biasi: «A creare stupore è stata l’esclusione di Ventimiglia dai siti in cui realizzare la struttura – ha detto – Siamo rimasti basiti da questo approccio e dal fatto che sia stato dato per assodato che la Casa Valdese (dove attualmente sono ospiti donne e bambini migranti, ndr)  di Vallecrosia si sarebbe resa disponibile a diventare centro di raccolta. Una programmazione avvenuta a insaputa del sindaco. Ho detto che Vallecrosia è contraria a questa scelta, in quanto la struttura Valdese si trova in centro, sull’Aurelia, in un territorio stretto e altamente urbanizzato».

A non essere a conoscenza del protocollo di intesa, ma invitato al tavolo con la Prefettura, anche il sindaco Davide Gibelli: «Prima di esprimere una valutazione – ha detto – bisognerebbe conoscere il contenuto e gli obiettivi di questo protocollo. Non ho capito, però, per quale ragione Ventimiglia non è stato ritenuto luogo idoneo alla realizzazione di questo centro di transito e non capiscono neppure, perché sia stato chiuso quello che c’era prima, visto che tutti i flussi migratori confluiscono lì. Forse sarebbe stato necessario, a suo tempo, trovare una alternativa prima di chiudere il centro. A Camporosso, tra l’altro non ci sono spazi idonei».

Con questi presupposti sembra difficile il compito dato alla Provincia, presieduta da Domenico Abbo«Il compito della Provincia – ha dichiarato – E’ quello di fare da coordinamento tra i comuni per la ricerca di una location idonea ad ospitare il Centro di identificazione secondo il protocollo del prefetto Di Bari. Comprendo che Ventimiglia non lo voglia visto che ha già altri problemi».