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Il vicepresidente della Regione Alessandro Piana: «Floricoltura abbattuta dal Covid, liquidate tutte le richieste di rimborso»

E spegne le polemiche: «La proroga della caccia al cinghiale era un atto dovuto»

Sanremo. Il vicepresidente della Regione Alessandro Piana, ospite dei nostri studi, affronta il problema dell’impatto della pandemia da Covid-19 sull’agricoltura ligure, in particolare sulla floricoltura.

piana collage

«La situazione -dice Piana –  è stata drammatica a inizio del 2020 quando il settore floricolo è stato duramente colpito, soprattutto quello del Ponente che rappresenta il 50 per cento della produzione nazionale, con il cento per cento del prodotto andato al macero. Noi come Regione abbiamo provveduto per cercare di dare un aiuto economico diretto e direi che abbiamo liquidato quasi tutte le richieste di rimborso arrivate nei nostri uffici».

Nell’ambito delle sue deleghe (Agricoltura, Caccia, Pesca, Tempo libero, Sviluppo dell’entroterra, Agenzia “In Liguria”, le principali), Alessandro Piana parla anche del provvedimento di proroga della caccia al cinghiale, di pesca e dell’aumento dei canoni demaniali deciso a livello nazionale dal governo e del Programma di sviluppo rurale.

«La proroga della caccia al cinghiale era un atto dovuto perché essendo la Liguria in zona arancione non era stato raggiunto il contingente di capi abbattuti previsto di questo ungulato particolarmente dannoso. Una richiesta che ci è arrivata da tutto il mondo agricolo e non solo da quello venatorio», sottolinea Alessandro Piana.