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Il Tar boccia l’appalto del campo di atletica, La Monica (Vince Imperia): «Comune irrazionale ed imprudente»

Attacco del consigliere di minoranza all'assessore Vassallo

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Imperia. Il consigliere comunale di Vince Imperia Davide La Monica interviene sul tema dei lavori al Campo di atletica “A. Lagorio” ed in merito alla recente Sentenza del TAR Liguria che ha annullato l’appalto di tali lavori: «Ieri è stata pubblicata la sentenza del TAR Liguria che annulla il provvedimento del Comune di Imperia di aggiudicazione della gara di appalto per la realizzazione degli interventi di rifunzionalizzazione e ripavimentazione della pista di atletica del Campo A. Lagorio, condannando L’Ente a risarcire i danni subiti dalla società ricorrente oltre che le spese legali sostenute, il tutto per un importo complessivo ammontante a circa 23.000 euro. Nella parte motiva della sentenza del TAR, si legge a chiare lettere che il Comune di Imperia ha deciso di aggiudicare l’appalto dei lavori del campo di atletica senza effettuare il c.d. giudizio di equivalenza tra quanto indicato nel bando di gara e quanto contenuto nelle offerte ricevute, finendo per affidare l’appalto a ditte che non hanno garantito il livello qualitativo delle opere previsto nel Capitolato Speciale di Appalto, mettendo di conseguenza a rischio il declassamento la struttura sportiva ai sensi della Circolare Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL) del 2019. In soldoni, Il TAR ha stabilito che l’aggiudicazione è illegittima poiché il Comune ha deciso di affidare l’appalto a ditte che non hanno garantito la tipologia costruttiva indicata nel Capitolato Speciale di appalto e dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera, mettendo quindi a rischio l’interesse pubblico al mantenimento del livello qualitativo dell’impianto sportivo».

In sintesi, secondo La Monica,  gli errori più gravi commessi dall’Ente nella procedura di aggiudicazione risultano essere i seguenti: «Il Comune di Imperia ha deciso, in modo del tutto irrazionale ed imprudente, di non attendere per l’inizio dei lavori lo scadere del c.d. termine dilatorio di stand still, cioè il termine entro il quale le ditte controinteressate potevano proporre impugnazione avverso la delibera di aggiudicazione dell’appalto. In tal modo, si sarebbe evitato il contenzioso nanti il TAR e la successiva soccombenza dell’Ente, con la conseguente condanna al risarcimento dei danni ed al pagamento delle spese legali alla ditta ricorrente. In secondo luogo, L’Ente, una volta ricevuta la notifica del ricorso e accertata la colpevole omissione del giudizio di equivalenza su quanto indicato in bando di gare e quanto contenuto nelle offerte ricevute, avrebbe potuto definire la controversia in autotutela, annullando l’aggiudicazione dell’appalto in favore del soggetto giuridico avente diritto, evitando di soccombere in giudizio e scongiurando il rischio di un danno erariale».

Spiega ancora il consigliere comunale puntando il dito all’indirizzo di un componente della Giunta: «L’Assessore Vassallo, nonostante la tranciante sentenza del TAR Liguria e l’evidenza degli errori commessi, in un recente comunicato stampa ha dichiarato che l’annullamento della delibera di aggiudicazione dell’appalto è dovuta ad un mero “vizio burocratico” (si tratta probabilmente di una nuova tipologia di vizio dell’atto amministrativo nota solo all’Assessore, dato che la dottrina amministrativistica parla, semmai, esclusivamente di vizi di merito e/o di legittimità, sic!!) e che i lavori andranno avanti con la ditta a cui è stato aggiudicato erroneamente l’appalto dato che “ il Comune ha ottenuto un risparmio di oltre 165.000,00 euro”. La soluzione proposta dall’Assessore, ad avviso del sottoscritto, oltre a denotare una certa insofferenza verso le più basilari norme di legge in materia di appalti pubblici, è sintomatica di superficialità e scarsa conoscenza dei principi fondamentali su cui si fonda l’attività amministrativa, id est: legalità, efficacia, economicità, efficienza, imparzialità, pubblicità e trasparenza. La ditta a cui è stato affidato erroneamente l’appalto, infatti, non essendo obbligata ad effettuare i lavori secondo gli standard qualitativi indicati dalla Fidal, potrebbe realizzare le opere secondo livelli qualitativi inferiori, il che provocherebbe un declassamento dell’impianto sportivo. A quel punto, il Comune di Imperia, per poter riavere un impianto sportivo con l’attuale classificazione, anche al fine di poter avere un campo di atletica che possa ospitare eventi sportivi di livello nazionale e/o internazionale, sarebbe costretto a dover affidare un nuovo appalto, sostenendo nuove ingenti spese. In questo caso, è evidente che si configurerebbe un ingente danno erariale, pertanto quanto dichiarato dall’Assessore circa un asserito risparmio da parte del Comune di Imperia risulta totalmente infondato. Per questi motivi, ritengo che la soluzione proposta dall’Amministrazione di voler far continuare gli interventi di rifacimento del manto della pista di atletica in assenza di precise garanzie sugli standard qualitativi utilizzati (sempre se ciò sarà possibile, dato che l’illegittimità dell’aggiudicazione potrebbe comportare anche l’annullamento del contratto stipulato tra il Comune di Imperia e l’impresa edile aggiudicataria) sia del tutto irragionevole e metterebbe a rischio di ingenti perdite economiche l’Ente comunale».

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