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Il giornalista e scrittore imperiese Ino Gazo presenta il suo ultimo libro, “Mal di terra”

Nel romanzo luoghi e volti di Imperia dagli anni Cinquanta

Sanremo. Il giornalista e scrittore imperiese Tomasino Gazo, su Il Secolo XIX e Vela e Motori  le testate con cui collabora si firma Ino, ospite dei nostri studi, presenta la sua ultima fatica, un romanzo dal titolo “Mal di Terra” (Collana Gli scrittori della porta accanto), nel quale emerge tutto il suo amore per il mare, per la vela e per la sua città, visto da una prospettiva diversa da quella professionale.

ino gazo collage

Nel romanzo si possono riconoscere luoghi e volti di Imperia, in particolare del mondo della marineria e della Marina di Porto Maurizio dove Gazo è cresciuto.

La Trama. Anni Cinquanta. Un borgo che respira e vive accanto alla città di Imperia: crocevia anche durante il secondo dopoguerra di tutto il Ponente ligure. Francesco è un uomo che oggi diremmo giovane, ha venticinque anni e lavora come apprendista maestro d’ascia nel cantiere di padron Berto. Un lavoro, il suo, che gli ha sempre dato modo di coniugare la necessità di portare a casa dei soldi con una grande passione: la vela.

Sole, mare, un mestiere che ha nelle sue vene qualcosa di poetico e di avventuroso allo stesso tempo, un borgo tranquillo in cui villeggiano d’estate numerose ragazze tedesche e provenienti dal Nord Europa: tutto fa pensare a una vita che oggi, sepolti dalla frenesia della società in cui siamo immersi, definiremmo idilliaca, in qualche modo desiderabile.

E invece no. Francesco è in fondo un ragazzo lasciato solo di fronte alla quotidianità: la morte del padre gli ha impedito di laurearsi, gli ha precluso l’opportunità di evadere, se così si può dire, da un mondo che a ben vedere suona gretto, spesso inospitale. I pochi “amici” del bar non pensano a nient’altro che a far battute sulle straniere a fine giornata, restano intrappolati – senza neppure averne coscienza – tra minime angherie, gelosie senza senso. Anche la madre di Francesco è morta, e lui per arrotondare affitta la camera da letto della sua umile abitazione ai villeggianti, durante la bella stagione.

È così che un giorno conosce Elisabetta, giovane milanese venuta a godersi sole e mare al seguito del padre, noto ingegnere lombardo, e della famiglia tutta. Elisabetta e Francesco condividono serate, sguardi: s’innamorano. Ma lui continua a sentirsi perduto nella distanza che c’è tra i loro due mondi: una Milano che nel dopoguerra inizia a rilanciarsi e una provincia che fatica invece a fare del progresso un’opportunità. Dopo i primi mesi di lontananza, tenuti vivi da lettere d’amore, Elisabetta comunica a Francesco che il loro sentimento è destinato a morire: il padre l’ha promessa sposa a un giovane in grado di risollevare le sorti dell’azienda di famiglia.

Lei sparirà, per sempre. Francesco ha un amico, Leonardo: un compagno di lavoro con il quale litiga sempre, e al quale, anno dopo anno, si avvicina sempre più. I due, insieme, fanno regate, quasi si divertono… Inizieranno persino a lavorare alla costruzione di una house boat – una specie di barca che non naviga, una casetta galleggiante – proprio per il padre di Elisabetta: il progetto tuttavia resterà inevaso, lo scheletro
della barca a marcire in cantiere.

Passa qualche annetto. Il progresso poi arriva, e sa di plastica e di materiali nuovi con i quali fabbricare imbarcazioni d’ogni tipo e misura: padron Berto chiuderà il cantiere, Francesco e Leonardo cercheranno una nuova vita. Il primo si farà marinaio su mercantili che solcano l’Atlantico, il secondo pescatore e saltuariamente muratore: ed eccolo qui, il rilancio di una provincia italiana che passerà anche per il sentiero oscuro della speculazione edilizia.

Finita la guerra – il secondo conflitto mondiale –, ne inizia un’altra, combattuta con le armi dell’impiego e quelle dell’industria, perduta nei tatticismi di intere zone d’Italia che non hanno saputo – o potuto – difendersi in altro modo se non svendendosi. Perdere un volto, negoziarne i lineamenti, per risorgere, in qualche misura.

Una vita dalla quale evadere, si diceva. L’occasione per Francesco arriverà inaspettata: un lontano parente gli lascia in eredità una casa e più di qualche soldo. Così ecco l’idea, farsi una barca, vivere sul mare durante i mesi in cui non avrebbe navigato sui mercantili. Ma quell’idea, di fronte ad un mondo che non riesce a capire, diventa una scelta di vita definitiva. Partire alla scoperta di un’altra vita, alla ricerca di se stesso. E non ritornare più a terra.