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Il Festival di Sanremo oggi compie 70 anni, la storia

Era il 29 febbraio del 1951

Sanremo. Il 29 gennaio 1951, alle 22 in punto, Nunzio Filogamo dichiarava aperto dal Salone delle Feste del Casinò Municipale il primo Festival della Canzone italiana davanti a un pubblico, peraltro non molto numeroso, raccolto intorno a tavolini tipo vecchio cabaret o café-chantant e intento a cenare o che aveva appena finito di mangiare. La scarsa presenza di pubblico si può peraltro spiegare non tanto con il costo del biglietto d’ingresso (cinquecento lire), una cifra non certo particolarmente elevata, quanto per il fatto che i sanremesi per primi erano abituati a veder rappresentate nel vecchio casinò opere di carattere culturale di una discreta levatura che andavano dai premi letterari alle stagioni di prosa e operette. Ma la connotazione principale della manifestazione era costituita dalla trasmissione radiofonica in diretta, che poteva teoricamente raggiungere un pubblico di milioni di persone, valutato in circa dodici milioni, che durante le tre serate del Festival si sintonizzarono sulla Rete Rossa, la rete su cui andava in onda la kermesse (l’altra era la Rete Azzurra). Tale rete iniziò a collegarsi dal Casinò alle 22, trasmettendo le dieci canzoni di turno fino alle 22,45, poi, nel corso delle votazioni, mentre l’orchestra in sala eseguiva altri motivi, mandò in onda altri programmi come Folklore internazionale, Musica da camera con il Quartetto da Roma, Oggi al Parlamento, nonché brani musicali eseguiti dal chitarrista Mario Gangi; la radio tornò infine a collegarsi con il Salone delle Feste alle 23,30 per la designazione delle canzoni prescelte. Tutte le venti canzoni partecipanti al Festival entrarono inoltre di diritto a far parte dei repertori delle orchestre della radio, iniziando subito i normali cicli di programmazione.

Mentre era in corso il Festival, non si erano intanto ancora spente le polemiche per la recente visita in Italia del generale americano Dwight Eisenhower, da poche settimane nominato comandante delle forze militari del Patto atlantico in Europa, giunto nel nostro paese con l’incarico di predisporre i piani per l’integrazione di tre divisioni italiane nell’esercito della Nato e per l’allestimento di altre unità da combattimento. Le sinistre, in segno di protesta, organizzarono manifestazioni e scioperi duramente repressi dal governo. Ad Adrano, Piana degli Albanesi e Comacchio si verificarono alcuni scontri con la polizia nel corso dei quali persero la vita quattro manifestanti. Nel clima decisamente più sereno di Sanremo partiva invece il Festival, nel corso del quale l’”Orchestra della Canzone” diretta dal maestro Cinico Angelini e composta da otto elementi, eseguì le venti canzoni finaliste, selezionate tra le 240 giunte alla commissione esaminatrice dalle varie case editrici, e presentate da Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano, composto dalle gemelle Dina e Delfina Fasano, davanti al pubblico del Salone delle Feste. Al termine delle due serate preliminari, tra le dieci canzoni giunte alla finale di mercoledì 31 gennaio 1951, furono scelti i tre brani vincitori da una giuria composta dalle persone presenti in sala, e presieduta dal maestro Razzi per la Rai, Pier Busseti per il Casinò, Giovanni Asquasciati, vice sindaco di Sanremo, Mario Sogliano, capo ufficio stampa della casa da gioco, Nunzio Filogamo, l’avvocato Nino Bobba e una signora (il cui nome è rimasto ignoto) in rappresentanza del pubblico.

La presentazione, brillantemente condotta da Filogamo seppe conciliare le esigenze radiofoniche con quelle del Salone delle Feste, dove il pubblico stava cenando ed era in attesa di recarsi nei saloni dei Casinò per giocare alle roulettes. Giunsero in finale La cicogna distratta, Famme durmì, Sedici anni, Sotto il mandorlo, Grazie dei fiori, Eco fra gli abeti, Al mercato di Pizzighettone, Serenata a nessuno, La margherita e La luna si veste d’argento, mentre furono escluse dalla finale Ho pianto una volta sola, Sorrentinella, Tutto è finito, Mia cara Napoli, È l’alba, Mani che si cercano, Notte di Sanremo, Mai più, Oro di Napoli e Sei fatta per me. Grazie dei fiori si classificò al primo posto, La luna si veste d’argento al secondo e Serenata a nessuno al terzo. Durante la cerimonia di premiazione, alla stessa Pizzi, la cui vittoria del Festival le fruttò la somma di 80.000 lire (comprese 30.000 lire quali compenso straordinario per le “esibizioni serali in trasferta”), l’organizzazione non sarebbe riuscita a procurare nemmeno un bouquet di fiori, e così si rimediò all’ultimo momento consegnando alla cantante alcuni garofani, ormai avvizziti, fin lì utilizzati come ornamento del Salone delle Feste! La prima edizione del Festival di Sanremo fu chiusa dal concessionario del Casinò Pier Busseti, che ringraziò la Rai per l’eccellente organizzazione della manifestazione appena terminata.