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Il Covid-19 influenza la vita dei giovani, una 17enne sanremese: «Ci è stato tolto tutto, vogliamo tornare a scuola»

«Vogliamo tenere la mano di una nostra amica/o. Vogliamo poter baciare di nuovo i nostri fidanzati. Ci comporteremo secondo le norme, ma non toglieteci le nostre adolescenze»

Sanremo. Una 17enne sanremese ci ha scritto per condividere i sui pensieri riguardo a come l’emergenza sanitaria da Covid-19 abbia cambiato la vita dei giovani.

«Vi scrivo perché vorrei che i miei pensieri non rimanessero chiusi dentro di me e dentro ogni adolescente, mostrando quello che noi ogni giorno viviamo nei confronti di questa pandemia. Ci è stato tolto tutto: l’insegnamento, gli amici, i fidanzatini e le fidanzatine, costringendoci a stare a casa osservando il mondo dai post di Instagram. Non è quello che vogliamo.

Vorremmo tanto tornare a scuola, sederci in quelle aule fredde a lamentarci di cose apparentemente inutili. Vorremmo tornare ad avere un’amica/o con cui parlare non solo in videochat, perché parliamoci chiaro non è la stessa cosa. Vorremmo poter tornare a parlare fino a sera in riva al mare con i nostri amici, anche distanziati. Vorremmo tornare a ridere di cavolate e non passare notti intere a piangere perché non possiamo oltrepassare il comune di Sanremo per andare dall’amichetta/o. Vorremmo poter tornare a stringere i nostri fidanzati/e e non solo nelle feste e nel proprio comune, perché parliamoci chiaro non facciamo del male a nessuno se ci spostiamo da Sanremo a Ospedaletti/Bordighera sta nel buon senso delle persone. Sono qua per far emergere ogni pensiero di un semplice adolescente che si sente come se gli fosse stato tolto un pezzo di vita. Abbiamo bisogno di crescere, ridere, parlare, piangere… Ma non in videochat.

Ci sentiamo ogni giorno presi in giro perché come gli adulti hanno bisogno del lavoro noi abbiamo bisogno della scuola e degli amici/ amori per crescere. Con tutto il rispetto per gli anziani e le persone malate che in questo momento staranno dicendo “ma questa ragazza si pensa di poter cambiare il mondo con due semplici parole scritte senza avere il rispetto per noi che ci siamo ammalati e siamo stati male”. Vi chiedo scusa in anticipo se vi ho recato disturbo, ma anche noi abbiamo bisogno delle nostre cose. Perché non chiediamo di togliere tutte le leggi, non chiediamo cose trasgressive, non chiediamo assembramenti, chiediamo semplicemente di poter tornare a scuola e poter vedere una semplice amica/o o un fidanzato/a. Siamo qua tutti insieme noi ragazzi di Sanremo per chiedere questo favore al governo, per chiedergli di poterci ascoltare una volta, infondo come dicevano i nostri nonni: “il mondo in futuro sarà nostro”.

Avete bisogno di noi, avete bisogno di ragazzi che fanno girare l’economia, di ragazzi che portano la felicità coi loro sorrisi e le loro risate, di ragazzi cresciuti, di ragazzi studiosi. Troppi adolescenti si sono spenti con questa pandemia, troppi adolescenti hanno lasciato la scuola perché queste videolezioni fanno impazzire ed i professori avvolte non ci capiscono. Abbiamo bisogno di sorridere. Abbiamo bisogno di tenere la mano della nostra amica. Abbiamo bisogno di vedere il nostro fidanzato che vive nel comune accanto al nostro. Abbiamo bisogno di tornare a scuola. Abbiamo bisogno di quell’ adrenalina prima di un’interrogazione. Abbiamo bisogno di piangere per un brutto voto. Abbiamo bisogno di sorridere perché cavolo il ragazzo/a che ci piace ci ha guardate/i. Ve lo chiedo per favore, ascoltateci saremo prudenti è una promessa. Ci comporteremo secondo le norme, ma non toglieteci le nostre adolescenze.

Vogliamo tornare a scuola. Vogliamo tenere la mano di una nostra amica/o. Vogliamo poter baciare di nuovo i nostri fidanzati. Per favore ascoltateci. È una promessa fatta da parte di tutti gli adolescenti sanremesi» – scrive Elena Di Martino.