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“Giorno della Memoria”, educazione civica su Olocausto per il “Fermi-Polo-Montale” di Ventimiglia e il “Ruffini” di Bordighera

Due personalità illustri come ospiti: Gad Lerner e Moni Ovadia

Ventimiglia. L’Istituto “Fermi-Polo-Montale” di Bordighera/Ventimiglia e il “Ruffini” di Bordighera hanno partecipato ieri al quinto incontro organizzato da Radio Voce della Speranza di Catania e Rete Antimafia di Brescia in occasione della “Giorno della Memoria”. Con la legge n. 211 del 20 luglio 2000, l’Italia ha istituito questa ricorrenza in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti che ricorre ogni 27 gennaio, data scelta simbolicamente poiché, in quel giorno, nel 1945, furono abbattuti i cancelli dei campi di Auschwitz e il mondo intero si trovò di fronte agli orrori e ai crimini commessi dal nazifascismo.

«L’istituzione di questa ricorrenza si fonda sulla volontà di tenere viva la memoria storica e la riflessione sulla Shoah e sulle persecuzioni che hanno colpito, prima e durante il secondo conflitto mondiale, il popolo ebraico, deportati militari, Rom e Sinti, Testimoni di Geova, omossessuali, persone con disabilità e oppositori del regime e del progetto di sterminio. Sono milioni gli esseri umani che sono stati privati della loro dignità e dei loro diritti sociali, civili e politici, delle loro stesse vite. Dalla tragicità di quegli eventi nasce il dovere etico di trasmettere ai giovani il valore della Memoria e di fornire loro gli strumenti per conoscere le cause e le dolorose conseguenze della Shoah.

La scuola è l’ambiente in cui si formano la coscienza e i valori di ogni individuo, attraverso il confronto con la ricchezza delle diversità culturali, essa ha gli strumenti per porsi a contrasto di questi fenomeni e per trasmettere l’importanza di opporsi ad ogni discriminazione sia essa religiosa, etnica o razziale. Per questa ragione i nostri istituti e la sua dirigente, Antonella Costanza, credono fermamente che eventi come questi rappresentino un prezioso momento di formazione e crescita civile e sociale.

Quello di ieri ha avuto come ospiti due personalità illustri: Gad Lerner e Moni Ovadia che con la loro testimonianza hanno invitato i ragazzi a riflettere sulle varie forme di persecuzione presenti nella nostra società nei confronti di minoranze, perché quando e se queste persecuzioni sono rese lecite dalle istituzioni, come successe circa 60 anni fa, porterebbero alle stesse terribili conseguenze.

Gad Lerner, prendendo spunto dal suo libro “Scintille” in cui ha narrato la storia della sua famiglia spazzata via dalla furia della guerra in Ucraina, sottolinea come lo sterminio non fu causato solo dai nazisti ma anche da gente del luogo, gente carica di odio nei confronti di altre persone a cui era stato fatto credere che fossero gli ebrei il vero nemico da combattere, la causa di tutti i loro mali. Lerner invita i ragazzi a riflettere su cosa farebbero loro se nella loro classe entrassero delle autorità a portare via dei loro compagni solo perché appartenenti ad una religione o etnia diversa, cosa farebbero se assistessero ad un sopruso? Sarebbero pronti ad opporsi o seguirebbero la volontà dei più forti e prepotenti?

La riflessione di Moni Ovadia prende il via dalla sua opera “Binario 21” il binario della stazione centrale di Milano da cui partivano i deportati in Germania, tra i quali ci fu anche Liliana Segre, davanti ad una città indifferente. L’artista invita i ragazzi a ricordare non solo la Shoah (dall’ebraico: catastrofe di enormi proporzioni) ma anche tutti gli altri genocidi perpetrati nel corso della storia su dei popoli inermi come il Colonialismo, lo sterminio degli Armeni, la pulizia etnica nell’ex Jugoslavia e quello dei Tutsi in Ruanda.

Sollecita i ragazzi a riflettere su come spesso ad alcune persone venga inculcato che altri esseri umani sono nemici da combattere, sono la causa dei nostri problemi perché avere un nemico è comodo, è lui la causa dei nostri problemi, dei nostri fallimenti. Ovadia ricorda ai ragazzi come nei campi di concentramento non è morto solo il popolo ebraico ma l’umanità. Ancora oggi c’è troppa indifferenza davanti alle ingiustizie e le persecuzioni sono spesso legittimate dalle autorità che fanno leva sui sentimenti della gente comune» – fanno sapere l’Istituto “Fermi-Polo-Montale” di Bordighera/Ventimiglia e il “Ruffini” di Bordighera.