Quantcast

Frana sull’Incompiuta, Perasso (Diano Riparte): «Errori storici, intervenga subito la Regione» foto

Secondo l'ex responsabile del Patrimonio, c'è anche il rischio dell'immissione di liquami fognari sulle spiagge dianesi

Diano Marina. «La frana che nei giorni scorsi ha coinvolto il tratto dianese dell’Incompiuta, in prossimità dello scarico a mare della fognatura, ci mette di fronte a cosa accade qualora si abbandonino per decenni delle infrastrutture senza verificare il loro stato di salute». Marco Perasso, membro del gruppo di opposizione “Diano Riparte“, già  responsabile del Patrimonio e presidente del Consiglio del Comune di Diano Marina interviene sulla frana  della strada a mare che ha messo a repentaglio anche il tubo dell’acquedotto e i sottoservizi.

«Gli smottamenti lungo tutto il tratto sono imputabili -prosegue Perasso –  per grandissima parte, alla sua stessa realizzazione, che nei progetti iniziali era prevista più verso il mare, ma che una variante in corso d’opera, approvata in allora dall’ Anas, l’ha portata ad essere edificata dove si trova ora, tagliando così i piedi ad una montagna dall’equilibrio instabile, essendo Capo Berta come una torta “mille foglie”di strati calcarei ed argillosi. Non a caso, a pochi mesi della sua inaugurazione, le prime piogge cadute hanno risvegliato ben tre fronti di frana che ne hanno decretato la chiusura che si protrae ancora oggi».

«Il muro di sostegno a valle dell’Incompiuta -precisa Marco Perasso –  è stato realizzato su un cordolo di cemento armato ed è costituito da un muro in pietra e cemento privo di qualsiasi armatura in ferro e di materiale drenante alle sue spalle. Successivamente, è stato costruito un “contromuro” appoggiato a quello sopra citato, sempre costituito in pietra e cemento, che ha aumentato lo spessore complessivo del manufatto. L’unico punto, sul versante dianese, in cui non è presente il contromuro è proprio quello franato sabato scorso. Da quando è stato completato, questo muraglione, alto in certi punti sino a 10 metri, non ha più beneficiato di alcuna manutenzione e le sue fondamenta sono rimaste esposte alla forza delle burrasche e della risacca».

«Al di là della volontà di realizzare la pista ciclabile sull’ Incompiuta” , bisogna tener presente che essa, soprattutto con il suo muro a valle, puntella l’intero versante mare di Capo Berta, impedendogli di franare, compromettendo così nell’ordine acquedotto, fognatura e perfino l’integrità della soprastante Aurelia.Quanto affermato non è un’ipotesi peregrina in quanto, proprio a seguito del primo movimento franoso che aveva colpito l’incompiuta, l’Anas si era trovata a dover porre in essa importanti opere in cemento armato a sostegno della propria Aurelia nella sua parte sottostante, subito a ponente dell’ex ristorante La Rondinella», puntualizza l’ex amministratore.

«Siamo, pertanto -incalza Perasso –   di fronte ad una situazione seria che impone l’immediato coinvolgimento della Regione, nei suoi dipartimenti sia della Protezione civile che delle Infrastrutture, per avviare in tempi brevi un’opera di ricognizione sullo stato di salute del muro a valle dell’incompiuta e il suo opportuno consolidamento, anche ipotizzando di caricarvi il peso di gallerie a giorno, le uniche in grado di mettere al riparo gli utenti di tale via di comunicazione dalla caduta di pietre e masse, consentendo così non solo la realizzazione della ciclabile tra Diano Marina ed Imperia, ma la sopravvivenza stessa dei sottoservizi realizzati e da realizzare su tale percorso oltre che la stabilità della soprastante Aurelia. Il tubo della fognatura dianese, proprio a ridosso del bagno asciuga, risulta spaccato. Visto che tale tubazione può essere ancora impiegata come scarico di troppo pieno ovvero come drenaggio dei fondi della soprastante stazione di pompaggio, può comportare l’immissione in prossimità delle spiagge di liquami con la loro pericolosa carica batterica ed inquinante».