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Festival in stato d’emergenza, si valuta altro slittamento o porte chiuse

Vertice in settimana della Rai per considerare l'impatto della proroga decisa dal consiglio dei ministri

Sanremo. Proroga dello stato d’emergenza fino al 30 aprile, cosa ne sarà del Festivàl? E’ questa la domanda che si stanno ponendo tutti in casa Rai e a Palazzo Bellevue da quando, due giorni fa, il consiglio dei ministri ha ufficialmente prorogato lo stato d’emergenza sanitaria. Una decisione, presa alla luce delle incertezze legate all’andamento della pandemia, che rischia di andare a complicare ancora di più l’organizzazione dell’edizione numero “70+1” in programma dal 2-6 marzo e per la quale si naviga a vista.

Stando alle ultime informazioni, sembrerebbe farsi strada l’ipotesi di un Festival totalmente a porte chiuse o, in alternativa, di un ulteriore slittamento della kermesse ad aprile. Sulle strategie da intraprendere lo staff di Rai1 e Amadeus dovranno confrontarsi a stretto giro nel corso della prossima settimana. Da bilanciare ci sono interessi considerevoli. Quelli legati all’economia della Città dei Fiori – già penalizzata dalla possibile nave bolla in cui ospitare il pubblico dell’Ariston – , dei pubblicitari e dei discografici che lavorano da mesi per programmare l’uscita dei nuovi album degli artisti in gara in concomitanza alla settimana festivaliera. Certo è che se il Festival è ormai destinato a tenersi sotto l’egida dello stato d’emergenza, sarà difficile per tutto l’entourage Rai mantenere in toto le promesse di un’edizione “della rinascita” o del “ritorno alla normalità” come più volte auspicato dal suo direttore artistico.

Al momento in Comune non risultano cambi di rotta sulla data decisa ma l’ultima parola spetta proprio a Rai. Stando alle parole dell’assessore al Turismo Giuseppe Faraldi non c’è ancora un piano definitivo di come saranno gestite le aree fuori dal teatro. Il piano dovrà passare all’attenzione di Prefettura e Questura riunite nel comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza prossimamente. Le ipotesi al vaglio prevederebbero più scenari, compreso quello che calcola l’impatto delle norme sullo stato d’emergenza. Un eventuale cambiamento ulteriore delle date (le prime voci dicono slittamento ad aprile) spetta alla Rai deciderlo, sentito il Comune che però non ha potere di veto.

«Credo che sarà un Festival diverso ma già il fatto di riuscire a organizzarlo è un risultato molto importante, segno che si sta lavorando in sinergia con Rai. Sarà l’evento più importante d’Italia nel momento più difficile del Paese, spiega Faraldi. In città ci saranno operatori, addetti ai lavori e cantanti. Anche il palco in piazza Colombo è confermato, ma chiaramente non potrà svolgere la stessa funzione dell’anno passato. Più di questo non possiamo garantire».