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Diano Marina, caso della prof a luci rosse: ora il marito chiede il rito abbreviato

Due indagati per sfruttamento della prostituzione, chiesta l'archiviazione per il terzo uomo

Diano Marina. Ha chiesto, tramite il suo legale, l’avvocato Mario Leone, di essere giudicato con rito abbreviato, G.N., 58 anni,  il marito della professoressa di Diano indagato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ai danni della moglie, un’ avvenente 56enne docente in diversi istituti e anche presso il carcere del capoluogo e che vive con lui nella Città degli aranci.

La donna, secondo la ricostruzione degli inquirenti savonesi, riceveva i clienti in due appartamenti, uno a Imperia in via Pindemonte e l’altro ad Andora adescandoli on line.

G.N. nel novembre dello scorso anno era stato arrestato ed era finito agli arresti domiciliari, insieme a R.T. di anni 61 commerciante e  gestore di attività di una ristorazione ad Andora mentre un terzo uomo,  R.B., 70 anni era stato denunciato in stato di libertà. Per quest’ultimo, sempre difeso da Leone il pubblico ministero della procura di Savona Chiara Venturi ha chiesto l’archiviazione. R.T., invece, ha scelto un’altra strada processuale rispetto al coindagato.

La corposa inchiesta (il fascicolo delle indagini consta di 1680 pagine) denominata  “Cockera d’oro” è stata condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Alassio. La donna ha rinunciato a costituirsi parte civile nei confronti del marito, dichiarando di non aver mai subito alcuna costrizione.

E’ continuata, intanto, davanti agli inquirenti la sfilata di testimoni, professionisti, impiegati, operai, anche studenti,  clienti della donna che, secondo quanto è emerso, si sono incontrati con lei nel capoluogo ponentino e ad Andora anche nel periodo del lockdown della scorsa primavera. Alcuni di loro sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per violazione delle restrizioni anti Covid.

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