Ddl sul biologico, Coldiretti: «In Liguria operatori del settore in crescita del 4,6%»

«In Italia boom di consumi ma necessario mantenere alta la guardia»

Genova. «Con il Covid che spinge i consumi domestici di alimenti bio al record di 3,3 miliardi di euro grazie alla svolta green degli italiani, il via libera al ddl sul biologico rappresenta un passo importante verso la tutela dei consumatori e produttori dei territori».

E’ quanto afferma la Coldiretti, sulla base dei dati Ismea relativi all’anno 2020, nel commentare positivamente l’approvazione da parte della Commissione Agricoltura del Senato della proposta di legge che prevede, tra le altre misure, l’introduzione di un marchio per il bio italiano, richiesto dalla Coldiretti per contrassegnare tutti i prodotti biologici ottenuti da materia prima italiana, che potranno essere valorizzati sul mercato con l’indicazione “biologico italiano” e come tali protetti contro tutte le usurpazioni, imitazioni e evocazioni. Previsto, anche l’impiego di piattaforme digitali per garantire una piena informazione circa la provenienza, la qualità e la tracciabilità dei prodotti. Il ddl rivede inoltre il sistema delle sanzioni per renderle finalmente efficaci contro le frodi del settore e quello dei controlli, per garantire la terzietà dei soggetti incaricati.

«L’agricoltura biologica – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa rappresenta un tassello sempre più importante per il nostro territorio, con le produzioni che vanno da quelle derivanti dall’attività zootecnica (latte, formaggi miele, carne), dall’olivicoltura, orticoltura e produzione di aromatiche, quindi promuovere il ricorso a materia prima italiana certificata riducendo i volumi delle importazioni significa un ulteriore stimolo di crescita del territorio.

L’incidenza della superficie biologica, ha raggiunto nel 2019 il 15,8% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) a livello nazionale, dato che posiziona l’Italia di gran lunga al di sopra della media UE. Tra le regioni del nord dove si registra la maggior incidenza c’è la Liguria con l’ 11,2% di SAU, con gli operatori in crescita del 4,6% nel 2019. Una crescita alla quale fa però da contraltare l’invasione di prodotti biologici da Paesi extracomunitari, con un incremento complessivo del 13,1% delle quantità totali nel 2019 rispetto all’anno precedente, per un totale di ben 210 milioni di chili di cui quasi 1/3 dall’ Asia. Una vera e propria invasione che rende ancora più urgente dare la possibilità di distinguere sullo scaffale i veri prodotti biologici Made in Italy ma anche rafforzare i controlli sui cibi bio importati che non rispettano gli stessi standard di sicurezza di quelli Europei, fornendo una spinta al raggiungimento degli obiettivi della strategia Farm to Fork del New Green Deal che punta ad avere in futuro almeno 1 campo su 4 (25%) coltivato a bio in Italia».