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Crisi di governo, parlano Patrizia Acquista e Valerio Ferrari (Iv): «In linea con Renzi, Conte deve fare passo indietro» foto

I coordinatori provinciali di Italia Viva attendono decisioni romane, ma rivendicano ruolo del partito

Imperia. C’è grande attesa per la conferenza stampa indetta alle 17,30 dal leader di Italia Viva Matteo Renzi. L’ex premier potrebbe annunciare l’uscita dal Governo. Insieme al segretario del partito, ci saranno le ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e il sottosegretario Scalfarotto.
Una crisi in seno alla maggioranza, quella che sta affrontando il Conte bis, dovuta al via libera del Recovery Plan da parte del Consiglio dei ministri, avvenuto la scorsa notte senza il voto delle due ministre di Italia Viva. Una decisione che ha portato Renzi allo scontro diretto con Conte. «Io non ho mai chiesto la conta in Aula, Conte ha detto ‘ci vedremo in aula’, non siamo noi a cercare la conta, noi chiediamo più vaccini, più soldi a cultura e teatro, ai giovani. Su questi temi è possibile essere accusati come irresponsabili? Sui post danno tutti ragione a noi ma io voglio vederlo nei documenti, quando ci daranno documenti lo saprò dire», ha dichiarato l’ex premier che sarebbe pronto a passare all’opposizione vista la scelta di Conte di non puntare sul Mes.

In linea con le posizioni del segretario nazionale, ci sono i coordinatori imperiesi di Italia Viva, Patrizia Acquista e Valerio Ferrari.

«Aspettiamo di vedere se qualcuno di più buon senso rispetto a chi è a capo del governo in questo momento riesca a far ragionare un po’ le persone – dichiara Acquista – Però noi siamo tranquilli perché stiamo solo cercando di dire e fare cose giuste, cose che possono dare veramente un respiro profondo agli italiani sui vari temi. Qui, altrimenti, si naviga a vista: non è più possibile andare avanti così. Noi di Iv siamo assolutamente tutti d’accordo».

Sulle motivazioni che hanno spinto alla crisi, Patrizia Acquista aggiunge: «Recovery Plan e Mes sono la grande questione politica che l’Italia deve affrontare. La stanno un po’ mimetizzando, svilendo, ma la realtà è questa: se non ci fosse stato Renzi a dire “così non va bene, non si alzano le mani al buio”… Un po’ di dignità e di orgoglio dovrebbero averli anche gli altri partiti di maggioranza, con il Pd in testa, e invece…».

«La crisi può essere una delle conseguenze se non si trova la quadra su questioni di merito – dichiara Valerio Ferrari sindaco di Terzorio –. Sono 6 mesi che chiediamo al governo che il Recovery Plan venga discusso coinvolgendo tutte le forze parlamentari comprese le opposizioni. Per fortuna sono sparite cose come la Fondazione sui Servizi segreti che, in pratica, dava in mano ai privati una questione delicatissima per la sicurezza del Paese mettendo a rischio la democrazia. Ieri sera la situazione era tesissima, ora bisognerà aspettare  la conferenza stampa di Matteo Renzi. Dalle notizie che ho da Roma qualche apertura ci può essere, il Pd sta cercando di mediare vedremo. Forse questi “responsabili” non sono così tanti.   Tendenzialmente io ho un carattere più conciliante rispetto al nostro leader che è più esuberante. Non ci piace fare i Gianburrasca, ma se ci portano… ».

Sul fatto che si stia cercando una mediazione tra le parti, Patrizia Acquista afferma: «Sicuramente dei mediatori, delle persone di buon senso di varie collocazioni politiche, stanno facendo qualcosa di buono sperando che vada tutto bene, però la palla poi passa sempre al presidente del Consiglio. E Conte avrebbe già dovuto dare ascolto un po’ a tutti e fare qualche passo, almeno di qualche centimetro indietro, rispetto a questa sua presunzione di essere nel giusto, nel diritto. Come dice il nostro segretario: hanno scelto  loro di andare alla conta e sono convinti di riuscire, va bene: se riusciranno a fare delle cose giuste, anche senza di noi, ben venga per tutti». 

«Siamo abituati a sentirci dire che siamo invisibili – aggiunge il coordinatore imperiese di Iv – Ma siamo talmente invisibili che basta togliere due ministre perché tutto, più o meno, si blocchi, si fermi, e si vada a delle soluzioni parlamentari non facili. Non siamo dunque poi così invisibili».

E se, anche secondo i rappresentati provinciali del partito, «con i soldi del Mes a quest’ora l’Italia avrebbe avuto un territorio, dal punto di vista sanitario e non solo, molto molto più coperto e molto più sicuro», per l’Acquista lo strappo tra Renzi e Conte è solo un’ulteriore prova del carattere autoritario, quasi dittatoriale, del premier. «Vogliamo solo che le nostre proposte, le nostre idee, che poi sono solo idee che fanno del bene a tutti, siano accettate – spiega -. Conte dovrebbe apprezzare questo, non disprezzarci. Ma questo è il personaggio: non dimentichiamoci quel discorso in parlamento di Conte contro Salvini. Non entriamo nel merito politico, perché siamo lontanissimi dalla Lega, però nessuno si aspettava che da un uomo così, apparentemente amico di tutti, mediatore, universitario, venisse pronunciato un discorso del genere».

E sul lavoro di Bellanova e Bonetti: «Non credo troveranno ministre brave come loro, con la passione che hanno messo nel loro lavoro, giorno e notte: sono due donne meravigliose. Quello che più mi dispiace, da donna, è che non verranno apprezzate per tutto ciò che hanno fatto in questi mesi».