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Covid, da lunedì la Liguria torna in zona gialla: novità in vista con nuovo Dpcm del 16 gennaio

Nuovi parametri e probabile stretta verranno decisi domani

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Genova. La Liguria tornerà in zona gialla da lunedì 11 fino a domenica 17 gennaio. Dal 16 gennaio però potrebbe entrare in vigore un nuovo Dpcm, per cercare di frenare la corsa del virus, che introdurrà importanti novità come la possibilità di inserire un nuovo indicatore per la valutazione dei contagi e di fissare la soglia per l’ingresso in fascia bianca, dove tutte le attività sono aperte e c’è libertà di spostamento. Il parametro potrebbe essere Rt pari a 0,50 ma si stanno valutando anche gli altri criteri.

Da domani, lunedì 11 gennaio, in Liguria cambiano perciò le regole da rispettare, che saranno meno restrittive. Sono permessi nuovamente gli spostamenti all’interno della propria regione, quindi si può fare visita a parenti o amici che si trovano in Liguria. Dalle 22 fino alle 5 si deve però essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti (esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute), anche mediante autodichiarazione.

È possibile utilizzare la bicicletta per tutti gli spostamenti consentiti, mantenendo la distanza di almeno un metro dalle altre persone. È inoltre consentito utilizzarla dalle 5 alle 22 per svolgere attività motoria all’aperto, sempre nel rispetto del distanziamento di almeno un metro, e per svolgere attività sportiva, nel qual caso il distanziamento deve essere di 2 metri.

Le scuole dell’infanzia, elementari e medie sono aperte, mentre le scuole superiori fanno didattica a distanza. Le attività formative e curriculari universitarie si svolgono a distanza, fatta eccezione per quelle relative al primo anno dei corsi di studio e dei laboratori, che possono svolgersi in presenza.

bar e ristoranti saranno aperti fino alle 18 e poi potranno fare solo asporto. La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. I negozi sono aperti. Non sono previste limitazioni alle categorie di beni vendibili. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad eccezione dei negozi di alimentare, farmacie ed edicole che sono comunque aperti. Le attività commerciali al dettaglio si svolgono comunque a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni. Mostre e musei, cinema, teatri, sale scommesse, sale bingo rimangono chiusi. Lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica e a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento. Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si possono svolgere, purché nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo con le rispettive confessioni. L’accesso a parchi e giardini pubblici è consentito. 

L’attività sportiva e motoria all’aperto, anche nelle aree attrezzate e nei parchi pubblici, è consentita. Sono chiuse però piscine e palestre. È consentito recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, dell’area giallaper svolgere esclusivamente all’aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento.

Intanto il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia ha convocato per domani mattina i governatori delle regioni, Anci e Upi per un incontro in cui verranno affrontati e decisi i punti da inserire nel nuovo provvedimento. Gli spostamenti tra regioni dovrebbero comunque essere vietati a prescindere dalla colorazione, mentre nelle zone rosse, si manterrà la possibilità di fare visite ad amici e parenti solo in due adulti con minori di 14 anni. Potrebbe essere inserita la possibilità dell‘ingresso automatico in fascia rossa se in una settimana ci saranno più di 250 contagi ogni 100.000 abitanti.

Non è esclusa la possibilità che venga prorogato lo stato d’emergenza. Nei fine settimana di gennaio potrebbe invece scattare per tutta Italia la zona arancione, con bar e ristoranti chiusi tutto il giorno e coprifuoco dalle 22 alle 5. Vi sarà inoltre un confronto tra il ministro Spadafora e il Comitato Tecnico Scientifico per la creazione di nuove linee guida per garantire un ritorno graduale alla normalità quantomeno per gli sport individuali.

 

 

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