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Coronavirus, dal 16 gennaio quasi tutta Italia in “arancione”: confermata la stretta del nuovo Dpcm

Provvedimenti sempre più complicati e misure che cambiano continuamente confondendo gli italiani

Roma. Da domani, 16 gennaio, quasi tutta Italia sarà “zona arancione“: arriva oggi da Roma la conferma di quanto anticipato ieri dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che, al termine del confronto tra governatori regionali e Palazzo Chigi ha rilasciato un’intervista pre-annunciando la stretta decida dal premier Giuseppe Conte per arginare la recrudescenza di contagi da Covid-19 ed evitare che l’Italia finisca nella stessa situazione di Gran Bretagna e Germania, obbligate dal numero di casi ad istituire un nuovo lockdown nazionale.

Oltre all’istituzione della zona arancione, sembra ormai confermato il divieto di spostarsi tra le regioni fino al 15 febbraio. Due le regioni, invece, che da domenica potrebbero essere le prime zone rosse del 2021: si tratta di Lombardia e Sicilia. Sei le regioni, invece, che rimarrebbero gialle: Abruzzo, Basilicata, Campania, Sardegna, Toscana e Valle d’Aosta.

Le ultime modifiche al Dpcm valido dal 16 gennaio – rende noto l’agenzia Ansa – Sono state illustrate dall’esecutivo nella riunione con le Regioni, i Comuni e le province, precedute da una premessa del ministro della Salute Roberto Speranza: «La situazione non può essere sottovalutata, lavoriamo insieme tempestivamente ad anticipare le restrizioni per evitare una nuova, forte ondata» del virus.

Nessun passo indietro, dunque, con il rinnovo di tutte le misure già in vigore a partire dal coprifuoco dalle 22 alle 5, le scuole superiori in didattica a distanza al 50% da lunedì e l’inasprimento delle soglie per accedere alle zone con restrizioni, introdotte con il decreto approvato mercoledì: con Rt 1 o con un livello di rischio ‘alto’ o, ancora, con un’incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio moderato, si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso.

ECCO COSA SI POTRA’ E COSA NON SI POTRA’ FARE FINO AL 5 MARZO

Sarà valida la regola che consente una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se questa è in zona gialla, o nel comune se è in zona arancione o rossa. E sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia.

Il governo ha poi confermato il divieto della vendita da asporto per i bar dalle 18. Provvedimento fortemente criticato dalle Regioni.

Sci: gli impianti non riapriranno almeno fino al 15 febbraio, nonostante alcuni presidenti chiedano che almeno nelle zone gialle sia consentita l’attività ai soli residenti.

Chiuse anche palestre e piscine – anche se si continua a lavorare per consentire la ripresa almeno agli sport individuali nelle zone gialle – così come cinema e teatri. Tornano invece le crociere ed è confermata l’apertura dei musei, ma solo nelle regioni gialle e solo nei giorni feriali.

ZONA BIANCA. Con il decreto viene introdotta la ‘zona bianca’, in cui le uniche restrizioni sono il distanziamento e l’uso della mascherina. Ma i parametri per entrarci – 3 settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio basso – fanno sì che ci vorranno mesi prima che una regione possa trovarcisi.