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A Imperia #IoApro1501 fa flop ma la rabbia di baristi e ristoratori cova sotto la cenere

Poche le voci fuori dal coro, controlli discreti delle forze dell'ordine

Imperia. «Visto il successo che abbiamo qua a Imperia non voglio che i miei clienti si prendano delle multe, quindi starò aperta ancora un po’ poi farò asporto.Quando ci sarà più unione tra di noi sarò lieta di partecipare. Sarò contenta di servire i mie clienti ma li farò entrare uno per volta con le giustemisure e in sicurezza. Chiedo che questa cosa finisca presto, alla gente e alle istituzioni di aiutarci. Siamo in ginocchio non ce la facciamo più», così Francesca Riccobono titolare Bar Preve, tra le promotrici della protesta delle attività di somministrazione nel capoluogo.

collage #ioapro151

A Imperia non decolla, tra controlli pur discreti delle forze dell’ordine, la protesta #IoApro151, l’apertura dei locali di somministrazione ai clienti dopo le 18 che, almeno a Impwria, è rimasta lettera morta. Anche perché i locali colti a non rispettare il Dpcm avrebbero rischiato una multa fino a 1.800 euro e la chiusura dell’esercizio.

chiusure imperia

Tra gli intenzionati ad aderire alla protesta c’era anche Paolo Pasqualino, de “I sognatori” alla Foce di Porto Maurizio: «Non prendo le distanze dall’iniziativa, ma ma a Imperia eravamo troppo pochi. Vedremo in futuro come fare».

Monica Tondelli (Bar 11): «Non si può andare contro alle leggi, il principio può essere giusto ma non me la sento di rischiare».

«Noi rispettiamo il Dpcm, continuiamo a farlo anche perché la situazione nel resto d’Europa non è consolante. E’ una situazione estrema di difficoltà, dobbiamo stare uniti e fidarci del Governo anche se può sbagliare. Purtroppo non sta arrivando ancora nulla ai dipendenti, casse integrazioni in ritardi mentre a noi titolari i ristori arrivano», sottolinea Elvezio Reitano titolare del Melograno.

«Stiamo lavorando poco e niente la gente, purtroppo o per fortuna ,rispetta le regole. E’ un po’ triste, però teniamo duro», dice Bryan Russo dipendente del “Madamadorè“, di via Andrea Doria a Oneglia, uno dei templi della movida.

(foto e video Christian Flammia)