Usura, chiesta condanna per imprenditore ventimigliese

Secondo l'accusa, cinque persone sarebbero state costrette a rifondere prestiti di poche migliaia di euro con versamenti molto più cospicui

Imperia. Il pubblico ministero Luca Scorza Azzarà ha chiesto una condanna a 5 anni e 2 mesi di reclusione (e 15 mila euro di multa, oltre alla confisca dei beni per equivalente) per Giuseppe Caringella, 64 anni, imprenditore ventimigliese titolare di una stazione di servizio e di un’officina nella zona di Nervia, accusato di aver prestato soldi a interessi usurari. La richiesta è stata formulata al termine di una lunga requisitoria, durata circa due ore, davanti al giudice collegiale del tribunale di Imperia presieduto dal giudice Donatella Aschero con a latere i giudici Francesca Minieri e Antonio Romano.

I fatti. Cinque gli imprenditori che, secondo l’accusa, sarebbero stati costretti a rifondere prestiti di poche migliaia di euro con anche venti o trentamila euro e versamenti mensili fino a 500 euro. Alcune parti offese hanno denunciato di essere state vittime di intimidazioni e minacce e in alcuni casi, in cambio del denaro dovuto, sarebbero stati chiesti terreni o unità immobiliare. Caringella è difeso dall’avvocato Marco Bosio, secondo il quale i soldi pretesi dalla controparte non erano frutto di usura, ma di semplici operazioni commerciali e rapporti di lavoro regolati da tutte le dinamiche del dare e avere. Le parti offese sono rappresentate dall’avvocato Mario Ventimiglia.

Il prossimo 19 gennaio sono attese replica e sentenza.