Trasformare il comprensorio in uno ski-bike park per il suo rilancio: il progetto del comitato Pro Monesi

«Darebbe l’opportunità di sciare quando l’innevamento lo consente e utilizzare gli stessi impianti e percorsi per il biking», spiegano Gianni Sbriscia e Marco Piana

Monesi. Trasformare il comprensorio di Monesi in uno ski-bike park, questo il progetto e il sogno del comitato Pro Monesi per rilanciare la zona:

«We have a dream! “Monesi è un non luogo, Monesi è una fede”. Partito da questa fede, il comitato Pro Monesi, rappresentato da Gianni Sbriscia e Marco Piana, è sceso in campo per cercare di dare forma ad un progetto che da troppo tempo esiste solo sulla carta. Cosa ci muove? La passione.

Ammessi ufficialmente al tavolo di progettazione del rilancio del comprensorio di Monesi, abbiamo subito cercato di distinguere tra la realtà dei fatti e le leggende popolari: è un fatto la difficile gestione di un territorio fragile e ad alto potenziale, è una leggenda che l’unica forma di redditività sia la speculazione edilizia che, come dimostra la storia del ponente ligure, non produce ne distribuisce valore e benessere duraturo, ma solo denaro.

Abbiamo presto compreso che il solo passaggio di proprietà non sarebbe bastato per il rilancio del comprensorio: infatti, gli eventi del 2016 hanno evidenziato la fragilità della montagna e messo a nudo le difficoltà politiche e amministrative tuttora irrisolte. Oggi pare che il vento sia cambiato. Sebbene con difficoltà, la PA sembra essersi accorta del potenziale di Monesi mentre non può dirsi altrettanto della proprietà.

Purtroppo alcune “piccole questioni” tengono in scacco un pugno di imprenditori resilienti, proprietari di case e soprattutto un intero comprensorio da Ormea a Pieve di Teco, lungo le valli fino ad Albenga e Imperia.

Abbiamo ascoltato opinioni, partecipato a riunioni, appurato lo stato dell’arte e poi, superando commiserazione e polemiche, cercato di dare consistenza ai troppi ”si dovrebbe fare”. Oggi proponiamo un progetto concreto per fare rinascere il territorio, tutelarlo e renderlo nuovamente redditizio: trasformare il comprensorio in uno “ski-bike park”, una doppia vocazione che darebbe l’opportunità di sciare quando l’innevamento lo consente e, quasi senza soluzione di continuità, utilizzare gli stessi impianti e percorsi per il biking.

Siamo partiti da una tesi di laurea di un giovane imperiese che vive il territorio, ma soprattutto conosce le attività che, sviluppate adeguatamente, potrebbero dargli nuova vita. Da un’analisi del mercato ciclo-turistico emerge che la richiesta di località di dotate di impianti di risalita è in ascesa costante. In Europa:

la Francia si posiziona al primo posto per sfruttamento di impianti invernali anche in estate, con un indice del 14,4% (numero bike park/numero ski-park), la Svizzera al secondo posto con un indice del 9%, l’Italia al terzo posto con un indice del 6,7% quindi in piena espansione con ottime prospettive di redditività.

Monesi ha le carte in regola per entrare a pieno titolo tra le località top del biking internazionale con uno straordinario vantaggio competitivo rispetto alla maggior parte di località italiane grazie a: la morfologia del terreno: consente una facile costruzione e manutenzione dei percorsi bike di nuova generazione, la posizione strategica: consente il collegamento rapido con località vicine già molto attive nel mondo del freeride ciclistico (Upega e Nava con una offerta di percorsi molto ampia), del ciclo escursionismo (la Monesi-Limone) e del biking (Finale Ligure, uno tra i 5 più famosi comprensori di biking al mondo che dista meno di un’ora).

Alla luce di quanto può offrire il comprensorio di Monesi, senza scendere troppo nel dettaglio, per la creazione e il successo del Monesi ski/bike park, sono indispensabili almeno tre passaggi: individuazione delle aree sciabili (corrispondenti a quelle per il biking) di competenza del comune di Triora e Briga Alta e delle rispettive regioni, accordo con la proprietà per la libera gestione delle stesse, bando di interesse pluriennale per l’individuazione di uno o più soggetti pubblici o privati interessati alla gestione delle aree e comunque investimenti pubblici per l’attrezzamento della seggiovia e la messa in sicurezza prima della viabilità e poi dei versanti.

E a cascata una serie di azioni per mettere a reddito il territorio, tra cui: potenziamento dei collegamenti fra le tre aree in questione, attività di marketing turistico con strategie e investimenti privati e pubblici, apertura di un fondo per la manutenzione dei sentieri, oggi nelle mani di volontari, il cui beneficio ricadrebbe sull’intera comunità.

Il comitato Pro Monesi richiederà espressamente agli Enti un incontro per: illustrare nel dettaglio il progetto di rilancio, comprendere la natura dell’attuale situazione di stallo, sia essa oggettiva, politica o economica.

Al fine di ottenere la conferma dell‘interesse per Monesi e la sua comunità, coerentemente con quanto dichiarato nel corso dei precedenti incontri, e di fare un passo avanti ottenendo impegni concreti da parte della proprietà e degli esponenti della PA direttamente coinvolti».