Spiagge, Campomenosi (Lega): «Da Ue pugnalata a balneari italiani, Governo complice e incapace»

«In piena pandemia, mentre si pensa a come affrontare la crisi e sostenere famiglie e imprese, la priorità Ue è verificare se l’Italia rispetta direttive. I balneari rischiano di pagarne un conto salatissimo: assurdo e inaccettabile»

Genova. «La notizia della lettera di messa in mora all’Italia sulle concessioni balneari ci preoccupa, ci indigna ma, purtroppo, non ci stupisce affatto: questa Europa miope conferma la sua volontà di massacrare i nostri balneatori, peraltro in un momento di crisi drammatica dovuta alla pandemia e alle sue conseguenze. Su questo argomento, la Lega al Parlamento Europeo aveva scritto mesi fa al commissario Breton, senza neppure ricevere risposta. In piena pandemia, mentre si pensa a come affrontare la crisi e sostenere famiglie e imprese, la priorità Ue è verificare se l’Italia rispetta direttive.

L’atteggiamento ostile dell’Ue è consentito, ancora una volta, dall’inaccettabile assenza del Governo italiano, totalmente inesistente, e del Ministro Franceschini che a Bruxelles non si è mai fatto vedere per difendere gli interessi di un comparto strategico per l’Italia. Con la Lega al Governo e il ministro Centinaio, la proroga di 15 anni non era stata contestata da Bruxelles perché l’esecutivo di allora aveva proposto un processo di riforma credibile a cui accompagnare l’estensione.

Oggi è tutto fermo e i balneari rischiano di pagarne il conto, un conto salatissimo: assurdo e inaccettabile. Sono a rischio le sorti di migliaia di imprese, lavoratori, famiglie italiane: il Governo faccia sentire la sua voce sui tavoli Ue e difenda il settore». Così dice in una nota Marco Campomenosi, europarlamentare ligure della Lega, capo delegazione della Lega al Parlamento Europeo.