Sgomberi di migranti a Ventimiglia, la riflessione di Rete Sanremo Solidale

«Non riescono a rendersi magicamente invisibili»

Ventimiglia. «I migranti non riescono a rendersi magicamente invisibili: autorità, non si nasconde la polvere sotto il tappeto! Rete Sanremo solidale è consapevole degli sgomberi di migranti effettuati dalla polizia sotto il ponte di Roverino e nel cortile antistante la Caritas a Ventimiglia, in seguito alle lamentele del quartiere di San Secondo. Purtroppo queste persone, dopo la chiusura del campo Roja, non riescono a rendersi magicamente invisibili per la tranquillità di quei cittadini che però contemporaneamente non volevano restasse aperto ad accoglierli seppure in modo temporaneo. E se anche esso fosse riallestito in un’altra città, in diversa forma e gestione, gli immigrati continuerebbero ad arrivare a Ventimiglia perché da lì, prima o poi, sperano di raggiungere la Francia e quindi altri stati europei.

Allora perché, anziché prendersela con queste persone indifese, non si cerca di far pressione come minimo sulle autorità francesi affinché le lascino passare? Si accusano i migranti di essere sporchi, di fare i propri bisogni dove capita: quanti bagni chimici sono stati allestiti in città? E se anche noi non ne avessimo uno dove lavarci ed espletare le nostre funzioni fisiologiche, come ci comporteremmo?

Si è arrivati a dire di “non aiutarli perché sprecano”: a che cosa ci si riferisce? Se questo “consiglio” riguarda gli indumenti indossati, regalati da benefattori, dove quelli possono essere lavati ed asciugati, specie nelle giornate umide e piovose? È possibile dunque che a volte queste persone li buttino nei cassonetti, sperando di riceverne altri, usati, dai volontari. Non credo che tale “raccomandazione” riguardi invece il cibo, perché i pasti preparati e distribuiti dalle varie associazioni, tra cui la nostra, autofinanziate, vengono consumati per intero: la fame è tanta ed anche maggiore col freddo, specie di sera.

Inoltre, la pioggia in un recente passato ha ingrossato il fiume Roja, causando l’alluvione che purtroppo ha danneggiato molti ventimigliesi nelle loro “cose” contenute in cantine e negozi; se anche non fossero ancora arrivati i fondi richiesti al governo per questa calamità, essi hanno comunque ricevuto la solidarietà di parenti,
amici, concittadini, volontari anche di altri comuni.

La stessa pioggia invece inzuppa le “persone” immigrate, cacciate pure dai ripari di fortuna, togliendo loro quel poco che loro resta di dignità come esseri umani e non ci sono i loro parenti, amici, concittadini ad aiutarli neppure moralmente, senza parlare delle istituzioni locali che non li sostengono, ignorandole nella speranza vana che se ne vadano via.

Cosa vi fa pensare che “persone” di questo tipo, dopo aver deciso con sofferenza di lasciare il proprio paese e i propri cari, per poterli aiutare economicamente una volta arrivati in Europa, dopo aver affrontato viaggi lunghi mesi a piedi o con mezzi di fortuna a terra, tra deserti e montagne, a seconda della rotta, dopo aver subito
furti, violenze, torture, dopo aver assistito alla morte di amici lungo la strada, dopo essersi imbarcati su canotti insicuri, aver rischiato la vita in mare e averla fatta rischiare in molti casi anche ai loro figli, se provenienti dall’Africa, dopo aver attraversato diversi muri e subìto maltrattamenti in Croazia, se provenienti dalla rotta balcanica, dopo essere state stuprate specie se donne ad ogni passaggio di confine per poter procedere, queste “persone” possano retrocedere davanti agli ostacoli posti loro a Ventimiglia?» – dice Rete Sanremo Solidale.