Sanremo, pubblico del Festival in quarantena su nave da crociera. Biancheri: «Proposte ufficiali non ne ho viste»

Amadeus conferma che la Rai sta considerando l'ipotesi. Politica, albergatori e commercianti temono ricadute sull'economia cittadina

Sanremo. Sembrava uno scherzo di fine anno e invece pare reale: il Festival 70+1 potrebbe avere un pubblico in quarantena “parcheggiato” su una nave da crociera al largo della Città dei Fiori. E’ questa l’ipotesi a cui stanno lavorando in Rai, confermata ieri anche dal direttore artistico e conduttore della kermess Amadeus. Intervistato a Radio Zeta lo showman ha affermato: «L’idea di una nave da crociera è da tenere assolutamente in considerazione. Non si può fare Sanremo senza pubblico, per me è fondamentale, sennò non sarebbe una rinascita, sarebbe un Sanremo sotto Covid. Bisogna organizzarsi bene per far sì che sia un pubblico sotto controllo, probabilmente sempre lo stesso. Va ripensata tutta la situazione».

Da quando l’indiscrezione è stata rilanciata per primo dal blog Dagospia alcuni giorni fa, a Palazzo Bellevue le cose si sono smosse. «Di proposte ufficiali non se ne sono viste», spiega il sindaco Alberto Biancheri. «E’ tutto molto confuso. Con Rai ci siamo dati appuntamento a dopo le feste per ogni ulteriore valutazione». Più duro l’assessore al Turismo Giuseppe Faraldi: «Questa proposta mi lascia molto perplesso sulla bontà dell’operazione, a fronte delle ripercussioni che potrebbe avere sull’economia cittadina. Per usare un termine marinaresco, credo che siamo ancora in alto mare. Dobbiamo capire di che numeri parliamo e di quale tipo di pubblico. Il nostro impegno, come amministrazione, è di tutelare gli interessi della città».

Mentre all’Ariston fervono i preparativi con le maestranze della Rai che ieri mattina hanno iniziato a prendere possesso del teatro e a smontare le prime file per lasciare spazio alla costruzione della scenografia, arriva amaro il commento delle categorie commerciali. A partire dagli albergatori che con le prenotazioni già segnate, temono cancellazioni a raffica. «Se ad essere confinato sulla nave fosse il solo pubblico figurante, sarebbe già un notevole danno, ma se la Rai pensa di estendere la cosa anche ad altre categorie come gli artisti e i giornalisti, allora potrebbe essere un completo disastro, commenta il presidente provinciale di Federturismo Imperia Christian Feliciotto. Non escludo che molti alberghi potrebbero decidere di non aprire. Per quelle strutture che tengono aperto tutto l’anno il periodo del Festival rappresenta una boccata d’ossigeno di cui sarebbe difficile fare a meno».

Caustico il presidente regionale di Federalberghi Americo Pilati: «L’anno scorso in tutta l’estate negli alberghi della provincia di Imperia non si è verificato nemmeno un caso di Covid, segno che gli alberghi sono più sicuri di qualsiasi altra situazione. Al solo pensiero di vedere messa in pratica un’idea del genere allibisco. Si sa bene che il Festival deve dare lavoro al territorio, perché non usare le strutture ricettive per ospitare il pubblico?».

Chiudono il cerchio i commercianti rappresentanti dal presidente cittadino di Confcommercio Andrea Di Baldassarre: «Lo spot usato finora è stato: ripartiamo da Sanremo per far ripartire l’Italia. Ma come si fa a pensare che la ripartenza possa avvenire a bordo di una nave? Quale fascino può avere per il pubblico stare su una nave senza poter vivere la città, traghettato come in una bolla dal porto all’Ariston e ritorno. Se questa è la ripartenza che pensano in Rai, credo che sarebbe la distruzione totale. Questa ipotesi mi spaventa, valuterei più un sistema di tamponi con ingressi contingentati che assurde previsioni del genere».