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Sanremo, caso vignetta di Natale. Interviene il curatore: «Chi non la capisce se la faccia spiegare»

Il commento di Alex Prevosto curatore dell'iniziativa "Un Natale al cubo": «C'è chi incita al danneggiamento, incredibile»

Sanremo. «Chi non la capisce se la faccia spiegare», è questo il succo del commento di Alessandro Prevosto, in arte Palex, disegnatore e direttore della rivista buduar.it, finito al centro delle polemiche sui social e poi bersaglio di una bagarre politica tra il gruppo di opposizione Liguria Popolare e l’assessore al Turismo Giuseppe Faraldi, per un una vignetta proposta all’interno dell’iniziativa “Un Natale al cubo”, fatta propria dal Comune e stampata su una delle facce dei cubi antiterrorismo abbelliti per le feste.

«Chissà cosa direbbe ora Doriano Solinas della sua vignetta, incompresa da una parte dei sanremesi, selezionata da me per il progetto proposto dalla rivista di satira e umorismo che dirigo all’assessore Faraldi, spiega Palex. E dire che si tratta di una delle tante che questo grandissimo autore realizza per testate come il Corriere della Sera, con un soggetto che spopola tra le vignette di questo periodo segnato dall’emergenza coronavirus e dall’atteso arrivo del vaccino. Forse qualcuno spera che il vaccino possa arrivarci in formato supposta, ma purtroppo non sarà così. Ecco perché le siringhe e perché la raffigurazione di un albero di Natale. Non arrivarci vuol dire non capire niente dell’umorismo e della satira».

Palex prende posizione anche sull’interpellanza presentata da Liguria Popolare con la quale il gruppo di opposizione chiede spiegazioni all’assessore Faraldi sui costi sostenuti dal Comune per l’acquisizione delle immagini. «Faccio presente che le vignette offerte gratuitamente al Comune avrebbero potuto comportare il pagamento di diritti nell’ordine di 100 euro ciascuna. Invece, grazie alla collaborazione con buduar.it, sono costate alle casse pubbliche zero. Le uniche spese sostenute da Palazzo Bellevue riguardano la stampa e nulla è stato corrisposto alla mia rivista e a me personalmente. Sono anni che propongo progetti al municipio, per una volta che uno di questi viene accettato mi dispiace che sorgano polemiche. Assicuro – continua Prevosto – che ho impiegato la massima attenzione nella scelta delle vignette. La satira può essere tagliente, può offendere religioni e simboli, per questo motivo ho limitato a solamente un paio quelle più pungenti. Mi dispiace che questa trappolaccia sia arrivata così: ho letto sui social che alcuni stanno incitando a distruggere la vignetta “incriminata”, strappandola o dandole fuoco. Se dovesse accadere una cosa del genere finiremmo davvero all’attenzione di tutti i giornali del mondo».