Legge di bilancio, CNA Imperia: «Molto deludente la proroga del Superbonus 110% al 2022 con la formula sei mesi più sei»

«Si introducono inutili complicazioni e si alimenterà il contenzioso»

Imperia. CNA Imperia non ci sta e giudica molto deludente la proroga del Superbonus 110% al 2022 con la formula di sei mesi più sei, prevedendo gli ultimi sei mesi solo per consentire il completamento dei lavori: in pratica è prevista la proroga al 30 giugno 2022 e, per gli edifici o condomini che al giugno di quell’anno hanno concluso il 60% dei lavori, fino al 31 dicembre 2022.

«CNA aveva sollecitato l’estensione della proroga almeno a tutto il 2023 e l’ampliamento agli immobili strumentali – dichiara Luciano Vazzano, segretario territoriale CNA Imperia – Il Superbonus 110% rappresenta un importante volano per la ripresa economica considerando che la filiera delle costruzioni assicura un rilevante effetto moltiplicatore sulla crescita. Inoltre l’incentivo rappresenta l’unico strumento efficace per consentire all’Italia di raggiungere gli ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni definiti la scorsa settimana in ambito europeo».

«L’emendamento approvato alla Legge di Bilancio rischia oggi di provocare ulteriore incertezza su uno strumento prezioso, che tuttavia già evidenziava la necessità di urgenti interventi di semplificazione», continua Vazzano, «I benefici per i lavori di efficientamento energetico e interventi antisismici rappresentano infatti una grande opportunità per il rilancio di interi settori, ma fin dall’esordio della misura, CNA aveva evidenziato la complessità della norma, che richiede assolutamente di uno snellimento delle procedure».

«Condizionare il godimento della detrazione all’avanzamento lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo per i condomini entro il 30 giugno 2022 mentre le unifamiliari e con accesso autonomo dovranno terminare i fine lavori a quella data avrà due sicuri effetti negativi: raffreddare la domanda per i lavori di riqualificazione energetica degli immobili e generare un costoso e inutile contenzioso.

Non solo: tutti i benefici economici e conseguentemente occupazionali rischiano di essere vanificati con una durata così breve, soprattutto perché le procedure iniziali sono molto lunghe e complesse ed occorre un lasso di tempo congruo per permettere a cittadini ed imprese di programmare e realizzare i lavori» – dice.

«Con quale precisione si potrà stabilire la percentuale dei lavori effettuati? Se si arriva al 58 o al 59% per cause non dipendenti dall’affidatario lavori perché viene meno l’intera detrazione? Sarebbe stato più semplice individuare un termine per l’inizio lavori, invece di nuove complicazioni», conclude Vazzano.