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Economia e lavoro

Incubo balneari, la Commissione europea mette in mora l’Italia sul rinnovo delle concessioni

Vazio (PD): Non si equipari il freddo litorale del Nord Europa con le spiagge assolate della nostra penisola

riviera24- spiagge sanremo costa mare

Imperia. La Commissione europea ha inviato nei giorni scorsi all’Italia una lettera di costituzione in mora relativa al rilascio delle concessioni balneari. Nello specifico, la Commissione ritiene che la normativa italiana in materia “sia incompatibile con il diritto dell’Ue e crei incertezza giuridica per i servizi turistici balneari…”. Il governo avrà due mesi di tempo per presentare una memoria difensiva che rappresenti e difenda le scelte assunte in materia di demanio marittimo.

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«Nella scorsa primavera, infatti, con il Decreto Rilancio, Governo e Parlamento – commenta la notizia l’onorevole del PD Franco Vaziohanno posto le basi per una vera riforma di sistema; con la proroga delle concessioni sino al 2033 non è stato fatto un regalo, ma si è affermato che il lavoro, gli investimenti e la professionalità hanno un valore e sono degni di tutela.

La Commissione europea non può equiparare il freddo litorale del Nord Europa con le spiagge assolate della nostra penisola, non può così determinare le condizioni per trasformarle in potenziali terre di conquista.
Dobbiamo affrontare la questione frontalmente. Questa deve essere l’occasione per chiarire definitivamente il contesto e la peculiarità delle nostre concessioni demaniali marittime, in cui le imprese balneari, spesso piccole e familiari, hanno fatto e fanno la differenza, investendo e realizzando strutture che, proprio grazie alla qualità dei progetti, alla professionalità e all’amore per l’ambiente, sono state uno straordinario volano per la crescita e l’affermazione internazionale delle nostre città balneari.

Non deve sorprendere che questa estate, in una situazione difficilissima, è stata proprio l’economia legata al mare a dare un forte sostegno al PIL e a creare nuovi posti di lavoro. Quello che stupisce sono le esternazioni di chi, nel centrodestra, sta attaccando il governo, dimenticandosi che sono stati proprio loro che nel 2009, con il ministro Fitto, decisero di piegarsi all’Europa e quindi, senza battere ciglio, di cancellare il diritto di insistenza e l’automatismo del rinnovo delle concessioni.

Se si vuole difendere le migliaia di imprese e famiglie che hanno lavorato e investito i loro risparmi nelle aziende balneari è necessario andare in Europa per rappresentare l’assoluta particolarità e unicità del nostro turismo balneare con la giusta determinazione, non con cavilli o surrettizie scorciatoie, ma con quella grande autorevolezza che si deve riconoscere ad un Paese come l’Italia che ha inventato questa economia.
Con il Decreto Rilancio e la proroga delle concessioni al 2033 abbiamo mantenuto un impegno, oggi dobbiamo completare il lavoro che abbiamo iniziato.

Servirà uno sforzo collettivo che coinvolga imprese ed associazioni: non sarà un percorso semplice, non sarà una passeggiata, ma lo faremo insieme, con la forza e la determinazione che servono», conclude Vazio.

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