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Imperia, Rivieracqua diffida Amat: «Consegnateci subito gli impianti, acquedotto e fognature»

Casus belli la manutenzione del tubo di rilancio a mare del depuratore

Imperia. «Rivieracqua ha il diritto di subentrare immediatamente nella effettiva e materiale gestione del servizio idrico integrato nel territorio del Comune di Imperia nella sua totalità», lo scrive il presidente del Consorzio dell’acqua pubblica Gian Alberto Mangiante. Destinataria dell’ultimatum sono la partecipata di Palazzo civico Amat, per conoscenza la missiva è stata inviata anche al commissario del ciclo integrato provinciale Gaia Checcucci, alla Provincia, al comune capoluogo, alla Prefettura, alle Capitanerie di Porto e all‘Arpal.

Il casus belli che ha scatenato la reazione di mangiante è stata la diffida inviata dal sindaco Claudio Scajola a Rivieracqua il 1° dicembre scorso ad intervenire per eseguire la manutenzione straordinaria del cosiddetto tubo di rilancio  a mare del depuratore che, però, secondo il Consorzio è «attualmente detenuto e gestito dalla controllata Amat». L’intimazione a consegnare gli impianti, riguarda, dunque,  «non solo il segmento di depurazione oggetto della diffida, ma anche gli ulteriori segmenti di acquedotto e di fognatura» sottolinea Mangiante.

«Ad oggi, tuttavia –proseguegli impianti e i beni in questione, funzionali allo svolgimento del complessivo servizio idrico integrato nel territorio del Comune di Imperia, sono ancora illegittimamente posseduti da Amat, società della quale il Comune di Imperia è azionista di maggioranza».

Gian Alberto Mangiante argomenta così: «Come è già stato da noi più volte rappresentato, tale perdurante inadempimento da parte di codesto Comune e di Amat all’obbligo di legge di consegna di tutti gli impianti e servizi funzionali all’esercizio del Sistema idrico integrato nella sua totalità nel territorio comunale, allo scrivente, unico legittimo gestore di tale servizio nel suo complesso cagiona gravi danni all’interesse pubblico, come emblematicamente dimostrato dal fatto che codesto comune e l’attuale gestore Amat non sono stati ancora in grado non solo di intervenire per il danno in oggetto della vostra diffida, ma neppure di mettere lo scrivente in condizione di intervenire, sia sotto il profilo economico dei relativo costi e costituisce responsabilità a carico di codesto comune e della sua controllata Amat come del resto già accertato e prescritto dal Commissario ad acta».

«Rivieracqaua diffida, quindi, codesto Comune e la sua partecipata Amat a consegnare allo scrivente, senza alcun ulteriore indugio, ritardo, aggravio procedimentale o altra condizione di sorta, tutti gli impianti e i beni in questione», conclude Mangiante.