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Imperia, ok dal tribunale al concordato di Rivieracqua. Mangiante: «Grazie ai sindaci che ci sono stati vicino»

A metà aprile fissata l'assemblea dei creditori

Imperia. Si chiude in bellezza l’anno per Rivieracqua, la “tormentata” società dei Comuni, nata per gestire il servizio idrico integrato della provincia, che poche ore fa si è vista recapitare il decreto del tribunale del capoluogo con cui si ammette alle procedure concordatarie il piano presentato dal consiglio di amministrazione sorretto dal presidente Gian Alberto Mangiante.

Con l’ammissione del piano concordatario, Rivieracqua vede ricevere dal giudice fallimentare un sostanziale giudizio positivo sulla sostenibilità delle previsioni fatte dal Cda e dai tecnici che hanno lavorato alle ipotesi di risanamento. Due anni di calcoli e strategie, spesso riviste a seconda dei momenti, culminati oggi in un passaggio che sa di ripartenza.

«Siamo estremamente contenti di questa procedura che ha avuto un percorso lunghissimo, iniziato nel luglio 2018 – commenta la notizia il presidente Mangiante. Un ringraziamento devo farlo ai nostri advisor, al personale di Rivieracqua e a quei sindaci che hanno creduto fortemente nella realizzazione del gestore unico provinciale. A partire dal sindaco di Sanremo Alberto Biancheri che non ha mai fatto mancare il suo apporto, così come ai sindaci Mario Conio e Giacomo Chiappori (Taggia e Diano Marina) che insieme ad altri sono quelli che si sono presi sottobraccio Rivieracqua fino a questo giorno. Giusto riconoscere loro merito.

Oggi non è un giorno di cui vantarsi particolarmente, anzi occorre rimboccarsi le maniche più di prima – continua il commercialista e presidente del Cda. Finalmente possiamo dire che il percorso che ci porterà alla salvezza comincia a delinearsi in maniera netta e non appare più in salita. Non possiamo dire che Rivieracqua sia salva definitivamente ma le prospettive sono quelle di un’impresa che potrà saldare i propri debiti, che porterà a termine l’integrazione con i gestori cessati e che si avvia a divenire il gestore unico di tutta la provincia», conclude Mangiante.

Con l’ammissione del concordato di Rivieracqua, il tribunale ha fissato contestualmente per metà aprile l’assemblea dei creditori per l’approvazione delle proposte di pagamento. Per i creditori chirografari, il Cda ha previsto un “risarcimento” nell’ordine del 65% di quanto spettante. Cifra di tutto rispetto per procedure di questa entità.

Stando a quanto riferito dal presidente Mangiante è attesa a brevissimo la consegna degli impianti da parte di 2I Rete e gas, altro tassello importante verso l’integrazione dei gestori senza titolo. A buon punto sarebbero anche le trattative con Aiga e sulla via della distensione parrebbero avviate quelle con Amat, la società partecipata dal Comune di Imperia che aveva cercato in più occasioni di ostacolare il cammino del consorzio dell’acqua pubblica. Amat, tra l’altro, risulta tra i creditori della società consortile provinciale, ma il suo peso va via via riducendosi: i valori di indennizzo – secondo le ultime stime del commissario della Provincia Gaia Checcucci – registrano un considerevolissimo ridimensionamento rispetto alle prime ipotesi.

Con l’ammissione del concordato, comunicata questo pomeriggio, viene a concretizzarsi il presupposto richiesto dai sindaci Biancheri e Conio per avviare l’iter di cessione delle rispettive società municipalizzate – Amaie e Secom – in regime di affitto di ramo d’azienda. Unite alla vendita di quote a privati, l’ingresso di Amaie e Secom permetterà a Rivieracqua di avere capitali e mezzi sufficienti per continuare il cammino con le proprie gambe.