Il presidente della Regione Giovanni Toti: «In partenza altre 400mila dosi da stabilimenti Pfizer»

In Liguria arriveranno altre 16mila dosi per partire con vaccini nei 14 presidi su territorio

Genova. «Quella che abbiamo vissuto è stata una giornata storica per l’Europa, per l’Italia e anche per la Liguria dove, all’Ospedale Policlinico San Martino e nella Rsa Villa Marta si sono svolte le prime vaccinazioni anti Covid-19. Dopo l’anno che abbiamo passato, vedere le prime persone vaccinate e, entro i prossimi 21 giorni, protette, grazie al richiamo del vaccino, da questa terribile malattia è qualcosa che ha emozionato tutti noi». Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha commentato, in diretta sulla sua pagina Facebook, il Vaccine day.

«Le operazioni – ha aggiunto Toti – si sono svolte senza alcun intoppo: i 320 vaccini, arrivati in questo caso già scongelati, sono stati somministrati ai nostri sanitari, a partire dalla coordinatrice infermieristica della Rianimazione Gloria Capriata e, contemporaneamente, nella Rsa Villa Marta, a partire dalla signora Marisa, di 90 anni. Le prime dosi di vaccino sono infatti destinate alla popolazione target ovvero al personale sanitario, ai medici di medicina generale, ai pediatri, ai volontari delle pubbliche assistenze e alle Rsa, sia ospiti che personale: vogliamo mettere al sicuro i nostri ospedali, tutte le persone maggiormente esposte al virus e i nostri anziani nelle Rsa con il personale, anche per poter riaprire quanto prima queste strutture alle visite dei familiari.

Oggi pomeriggio è in programma una riunione tecnica sulle prossime fasi della vaccinazione: domani infatti partiranno 400mila dosi dagli stabilimenti belgi della Pfizer e 16mila dosi sono destinate alla Liguria, dove arriveranno la prossima settimana per essere distribuite in tutti i 14 centri individuati sul territorio per vaccinare anche il personale sanitario di quegli ospedali e tutta la popolazione target della Liguria. Entro febbraio i soggetti destinatari delle prime 60.142 dosi faranno il richiamo (il vaccino Pfizer BioNTech prevede la somministrazione di due dosi a distanza di almeno 21 giorni, ndr) e saranno messi in sicurezza. Questa è un’operazione da fare con efficienza e rapidità e a quel punto il virus ci farà meno paura, considerato che l’età media delle persone decedute è di circa 82 anni e la media dei ricoverati nei nostri ospedali ha più di 75 anni. Poi, da metà febbraio, arriveranno altre migliaia di dosi per arrivare a vaccinare 500mila liguri nei prossimi mesi».

Il presidente Toti ha quindi ricordato che «Oggi si torna in zona arancione, quindi ci può muovere tra i Comuni della stessa Regione senza autocertificazione mentre ristoranti e bar possono effettuare l’asporto e le consegne al domicilio. Almeno fino all’ulteriore lockdown di capodanno: l’auspicio è che dal 7 gennaio la Liguria possa tornare subito in zona gialla per dar fiato all’economia».

Per quanto riguarda i dati di ieri sulla pandemia, trasmessi da Alisa al ministero, il governatore ligure ha osservato che «la circolazione del virus non è cambiata. I dati di oggi sono viziati dalle festività, con un basso numero di tamponi legato a qualche ora di riposo delle nostre strutture territoriali e al minor numero di dimissioni dagli ospedali. Sono stati comunque effettuati circa 2mila tamponi tra molecolari e antigenici, con 99 nuovi positivi al Covid e una percentuale di penetrazione del virus inferiore al 10%, quindi sotto la media nazionale. La situazione continua ad essere monitorata: non abbiamo mai smesso di lavorare, neanche un giorno e non smetteremo fino a quando non avremo superato questa emergenza».

Circa il fatto di non essersi vaccinato oggi, in occasione del Vaccine Day, Toti ha spiegato che «non era il mio turno. Ho 52 anni, non faccio parte del personale sanitario che vive lavora negli ospedali e la prima tranche di dosi è contingentata e destinata a chi sta al fronte, in trincea, oltre che per mettere in sicurezza nostri nonni e i nostri genitori. Credo nella scienza e mi vaccinerò non appena sarà il mio turno: anche se c’è la libertà di scegliere, ritengo che sia un obbligo morale per tutti perché sono morte tante persone. Quando sarà mio turno lo farò senza aspettare neppure un secondo di più, perché sono convinto sia cosa non solo giusta ma anche sacrosanta da fare».