Gli effetti del Covid sul turismo in Riviera, studente di Bergamo raccoglie dati per la sua tesi di laurea

Per aiutarlo è possibile compilare due questionari anonimi che non richiedono dati sensibili. Obiettivo del lavoro: dimostrare come le ricchezze territoriali abbiano le potenzialità per creare un prodotto turistico che vada oltre la canonica stagione estiva

Imperia. Quali sono stati gli effetti del Covid-19 sui comportamenti turistici nell’estate 2020 nella Riviera Ligure di Ponente? Se lo chiede Davide Piccoli, laureando magistrale del corso “Planning and Management of Tourism Systems” presso l’Università di Bergamo, che ha deciso di incentrare la propria tesi di laurea proprio su questa tematica.

Un lavoro, intitolato “Covid-19 e sovraffollamento turistico: il caso della Riviera Ligure di Ponente (tratto Ceriale – Sanremo)”, per il quale il giovane studente necessita dell’opinione dei residenti del territorio e dei turisti che nei mesi estivi si riversano in Riviera, ai quali chiede di compilare due Google Form, disponibili ai seguenti link: Per turisti estate 2020, Per residenti.

Si tratta di questionari anonimi, che non richiedono in alcun modo dati sensibili, ma aiuterebbero il laureando nel suo lavoro di ricerca. «La mia tesi di laurea magistrale punta ad analizzare gli impatti che il Covid-19 ha avuto sul fenomeno turistico nell’area di studio in un’ottica proattiva – spiega Davide – . Emerge infatti, da esperienze personali e dai dati, che durante l’estate scorsa ci sia stato un numero consistente di presenze soprattutto determinato dall’alta concentrazione di seconde case nella Riviera Ligure di Ponente».

«Tuttavia – prosegue – , questa rinnovata presenza di turisti non deve portare ad un’accettazione passiva del risultato, al contrario è necessario sfruttare questi mesi interlocutori verso la prossima stagione per rimodellare un fenomeno turistico che troppo spesso si è concentrato su logiche di massa, e su un modello di vacanza “Casa – spiaggia- ombrellone”, contribuendo ad una perdita di attrattività della Riviera Ligure di Ponente, in favore di altre destinazioni italiane ed estere».

Obiettivo della tesi: «Sarà quello di dimostrare come le ricchezze territoriali della Riviera Ligure di Ponente abbiano le potenzialità per permettere agli operatori di creare un prodotto turistico diversificato, che vada oltre la canonica stagione estiva».

«I sondaggi hanno come primo fine quello di cogliere la percezione delle persone riguardo la situazione turistica della zona, verificando se l’estate scorsa si è venuto a percepire sovraffollamento turistico – precisa lo studente -.  Il secondo obiettivo dei questionari è quello di stimolare l’interesse verso la partecipazione ad una ridefinizione della strategia turistica della zona. Credo esista la necessità di un approccio bottom – up che coinvolga le persone che vivono e frequentano la Riviera Ligure di Ponente affinché nuovi sviluppi turistici abbiano successo».

«Dopo che i risultati dei questionari saranno analizzati e catalogati, verrà proposto lo sviluppo di un nuovo prodotto turistico basato sull’integrazione dell’entroterra della Riviera Ligure di Ponente negli sviluppi turistici dell’area – afferma il giovane – . Coinvolgere l’entroterra non significa dimenticare la costa, al contrario, la costa con le sue infrastrutture servirà sempre come punto di riferimento e zona di frequentazione abituale, ma attraverso la definizione di questo nuovo prodotto turistico vedrà migliorare la qualità dell’esperienza della vita quotidiana sia per i residenti che per i visitatori.

Integrare l’entroterra non significa però sovraffollarlo, bensì approcciarsi ad esso rispettandone le peculiarità per non danneggiarne il patrimonio culturale e naturale in modo tale da rendere il prodotto turistico della Riviera Ligure di Ponente maggiormente competitivo sul mercato nazionale ed internazionale».

I dati raccolti da Davide Piccoli saranno successivamente pubblicati dalla nostra testata.