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Gli affezionati del gioco lasciano Sanremo e il casinò perde i suoi clienti storici foto

Telefonate su telefonate ai centralini della casa da gioco da parte dei giocatori per avere novità sulla riapertura

Sanremo. «Quando riaprite?». E’ questa la domanda che da settimane riecheggia tra le mura deserte della casa da gioco municipale. A porla sono dei clienti storici che quotidianamente contattano i centralini e l’ufficio Manifestazioni del tempio dell’azzardo nella speranza di sentirsi rispondere qualcosa di diverso di quanto prescritto dall’ultimo Dpcm: ovvero che le attività sono sospese fino al prossimo 15 gennaio. E’ uno strano fenomeno quello che si sta verificando al Casinò, reo di essere possibile centro di diffusione del contagio alla pari di comuni sale gioco e Bingo.

«Continuiamo a ricevere telefonate da parte di clienti che nel corso dell’anno frequentavano le nostre sale quasi ogni giorno», spiegano alcuni addetti. Un numero considerevole di giocatori che a livello di entrate apportavano un contributo fondamentale alle casse dell’azienda (quindi del Comune, azionista di riferimento) e che ora si stanno spostando per “necessità” verso i casinò di Monaco pur di poter continuare a puntare dal vivo. Nel Principato, infatti, le attività connesse all’azzardo sono riprese ed è possibile frequentare i tavoli verdi dalle 12 fino alla sera tardi.

Per la serie, oltre al danno anche la beffa. A risentire della chiusura del Casinò matuziano, ampiamente criticata pubblicamente dal sindaco Alberto Biancheri, dai dipendenti e dal management, non è solo il bilancio di Palazzo Bellevue – che quest’anno chiude con meno 16 milioni di euro di entrate, di cui una considerevole fetta è costituita dai mancati dividendi provenienti dalle slot machine –  ma lo è tutto un indotto formato da ristoranti, alberghi e servizi annessi. Quella domanda: «Quando riaprite?», ogni tanto si sente provenire anche dai concierge delle stesse strutture ricettive che basano parte del proprio giro d’affari sui turisti del gioco, disposti a spostarsi persino oltre i confini regionali.