Covid, Volpi (M5s): «Quali sono le priorità del presidente di Regione Liguria? Per lui si direbbe lo sci»

«Per noi sono certamente la salute pubblica e la scuola»

Genova. «In Liguria, il copione si ripete: migliora l’Rt, scendono i ricoveri e gli ospedali respirano (benché permangano ancora alcune criticità) e il governatore della Liguria che fa? Ripete nuovamente il logoro mantra del “liberi tutti” della scorsa primavera, facendo leva (novità di fine anno) sugli affetti e sulle vacanze sulla neve», dichiara la deputata M5S Leda Volpi.

«Stupisce che Toti si batta per gli impianti sciistici e non per le scuole: secondo lui, i primi dovrebbero aprire subito senza se e senza ma, le seconde invece no. Perché? A suo dire, gli studenti porterebbero il virus a casa, contagiando nonni e genitori. Se invece ci si accalca nelle baite, in una cabinovia o nei bar il problema non si pone? Ma qual è esattamente la scala delle priorità del presidente di Regione? Al netto della decisione di riaprire le superiori a gennaio, resta lo scivolone del presidente di Regione: per lui, lo sci è più importante della scuola.

Stucchevole poi la polemica sugli affetti: come al solito Toti fa finta di non capire. Da qui all’Epifania sarà un disco rotto sui presunti mancati ricongiungimenti. Piuttosto, perché non spiega come mai la Liguria non ha un assessore alla Sanità capace e formato, interamente dedicato a questa delicatissima delega specialmente ora che siamo in emergenza?» – dice.

«Anziché concionare di “centinaia di mail arrivate da tutta la Liguria e dall’Italia” (addirittura?) “scritte da uomini e donne che non potranno trascorrere il Natale con gli affetti più cari”, Toti provi a collaborare e soprattutto a evitare gli errori del passato. Errori che tra fine estate e inizio autunno hanno gettato gli ospedali liguri nel caos. Il Governatore non faccia finta di non capire: l’Rt è sceso grazie alle misure restrittive adottate dal Governo verso le regioni istituendo zone arancioni e rosse. Se allentiamo nuovamente la presa e lasciamo che il virus sia libero di circolare durante le vacanze natalizie, a gennaio la terza ondata sarà inevitabile. E pesante», conclude Volpi.