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Coronavirus, Natale “blindato”: Mattarella firma il decreto che vieta spostamenti tra Comuni

Confini regionali chiusi fino al 6 gennaio, e quarantena per chi arriva dai paesi extra Schengen

Roma. Non si potrà uscire dal proprio Comune né a Natale né a Capodanno. E le Regioni resteranno “blindate” dal 21 al 6 gennaio. Quanto trapelato nelle scorse ore è diventato realtà dopo che nella tarda serata di ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto legge sugli spostamenti che conferma la stretta del governo sulle festività varato ieri dal Consiglio dei ministri per fermare i contagi da Coronavirus.

A renderlo noto è l’agenzia Ansa. Le strette maggiori saranno quelle delle feste principali di fine anno: 25, 26 dicembre e per la notte di San Silvestro e il 1 gennaio 2021, quando sarà in vigore il coprifuoco almeno fino alle 7 del mattino e non alle 5, come gli altri giorni. Ma non si apriranno i confini regionali almeno fino al 7 gennaio, il giorno successivo all’Epifania.

Per chi arriverà in Italia dai paesi extra Schengen è prevista una quarantena di 14 giorni presso l’abitazione o la dimora indicata.

«La limitazione della libertà dei cittadini deve essere proporzionata al rischio del Covid. Ora qualcuno del Governo mi spiegherà perché, di fronte a dati in calo della Liguria, come di molte altre regioni, un fratello non potrà passare il Natale con la sorella, un genitore con i figli», commenta il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti che attacca il Governo centrale: «Ma qualcuno a Roma ha mai viaggiato per l’Italia, o vivono tutti ai Parioli? Perché se stai in una grande città puoi muoverti liberamente, se invece stai in un piccolo comune, probabilmente dovrai passare il Natale e il Capodanno da solo, anche se i parenti vivono a poche centinaia di metri ma in un altro comune. Magari ci si infetta di più se si attraversa il confine tra un comune e l’altro, mentre se si va da un capo all’altro di una grande città, il virus ci risparmia? Questa non l’avevo ancora sentita!».
E aggiunge: «Lo stesso vale per ristoranti e bar: se uno ha un ristorante o un bar in un grande città, “buon per lui”, si fa per dire. Se la trattoria è in un piccolo paese, in una frazione, per chi starà mai aperta? Se hai una casa a Cortina o Courmayeur e parti per le vacanze prima del 21 dicembre va tutto bene, ma se vuoi portare a Santo Stefano tuo figlio a fare una passeggiata nel parco, che è nel comune vicino al tuo, non puoi. Siamo riuniti come Regioni ma vorrei che fosse chiaro che il Decreto Legge del Governo con queste misure è già pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Trovo assai scorretto che il Governo adotti una simile misura senza neppure parlarne con gli enti locali. Mentre noi discutiamo dei suggerimenti da dare al Governo, la legge è già stata fatta. Tutti in casa, a prescindere da dati, zone gialle, diffusione del virus. Ma deve essere chiaro di chi è la responsabilità di tutte queste assurdità».