Carlo Carpi fuori dal carcere: «Io segregato, chiederò la revisione del processo. Voglio la riabilitazione»

In carcere trattato bene dagli altri detenuti, nel futuro un libro, impegno sociale e politico

Genova. L’ex candidato sindaco di Imperia e Sanremo Carlo Carpi ha finito di scontare la pena ed è libero. E’ uscito , infatti, dal carcere di Chiavari il 13 novembre scorso, anticipatamente rispetto alla data di fine pena fissata al 30 gennaio 2021. Carpi, la cui detenzione, è punteggiata da diverse richieste di pene alternative e di arresti domiciliari, sempre sistematicamente respinte, era stato candidato alla presidenza della Regione alle scorse elezioni.

Carlo Carpi si trovava, appunto, ristretto nel penitenziario  di Chiavari, dopo una parentesi a Sanremo: dal 1° luglio 2019 era entrato nel carcere di Marassi per scontare una pena definitiva a 1 anno e 10 mesi di reclusione a seguito di una condanna definitiva inflitta dalla Corte di Appello di Torino per i reati di calunnia, diffamazione e stalking nei confronti di un giudice.

«Devo ringraziare -dice Carpi l’avvocato del foro di Genova Mario Iavicoli che mi ha assistito. Ma la mia vicenda non finisce qua. Abbiamo gli elementi per poter sostenere che le motivazioni per le quali ero “segregato” erano contrari al diritto, vedi perizie e censura della posta. Ho letto molto, facevo un’ora di passeggiata al giorno e ho imbastito un libro che voglio scrivere. Nel merito della condanna chiederò la revisione del processo».  In pratica Carpi è uscito anticipatamente dal carcere in ragione dell’istituto della “fungibilità della pena”avendo maturato dei cosiddetti “crediti detentivi”.

Abituato ad altri consessi, come è stata l’esperienza del carcere? «Gli altri detenuti con me si sono sempre comportati bene, a parte eccezioni. Ho notato in altri soggetti all’interno del carcere una certa volontà di creare un clima di esasperazione nei mie confronti e di altri per cercare di individuare comportamenti errati che potessero portare a provvedimenti disciplinari che mai mi sono stati applicati», spiega Carpi. «Durante l’emergenza Covid a Marassi – prosegue – c’era grande ansia, io giravo con la mascherina che mi era stata fornita dai miei familiari, ma ce n’erano poche anche per lo stesso personale».  Come è stata la campagna elettorale vissuta dietro le sbarre? «Sono soddisfatto – risponde Carpisia a livello di capacità organizzativa, grazie  a tante persone, tra le quali l’imperiese Gian Piero Buscaglia, e anche come risultato se consideriamo che ho solo potuto attaccare manifesti e fare qualche dichiarazione scritta».

Cosa c’è nel futuro di Carlo Carpi? «Il lavoro che sta andando bene e tanto impegno sociale e politico».