Bordighera deve cedere l’acquedotto a Rivieracqua, ma l’amministrazione non ci sta: «Servono garanzie» foto

Indetta conferenza capigruppo, poi un tavolo di confronto con l'Ato idrico

Bordighera. Mancanza di garanzie, sia patrimoniali che occupazionali e aumento esponenziale delle tariffe dell’acqua per i cittadini: sono queste le maggiori perplessità dell’amministrazione comunale riguardo all’assorbimento del servizio idrico integrato di Bordighera nell’Ato idrico provinciale attualmente affidato a Rivieracqua. Un passaggio, quello alla gestione comprensoriale, che sembra ormai improcrastinabile visto il diktat imposto a tutti Comuni di cessare le gestioni in house o in economia e passare tutto in mano alla società pubblica consortile creata ad hoc, ma anche pesantemente indebitata, per gestire l’acquedotto.

A illustrare al consiglio comunale le problematiche e le perplessità sulla situazione, è stato ieri il sindaco Vittorio Ingenito che ha espresso a nome dell’amministrazione di Bordighera, la propria ferma contrarietà all’inclusione del patrimonio idrico della città nel servizio integrato gestito dalla società Riveracqua.

Da anni, prima con i commissari nel 2013 fino ad arrivare al sindaco Vittorio Ingenito, Bordighera combatte per evitare di cedere il proprio acquedotto e la gestione del servizio a Rivieracqua. Una battaglia che, ormai, sembra destinata ad essere persa.  «Devo dire che il parere del legale (Pietro Piciocchi, ndr) non ha dato grandi opportunità di valutazioni in senso alla possibilità di avere uno sviluppo positivo nel giudizio attualmente pendente in Consiglio di Stato – ha infatti sottolineato Ingenito – Tutta la giurisprudenza che si è succeduta nel tempo ha consolidato un orientamento che è quello di affidare le gestione in house o in economia agli ambiti provinciali».

Eppure i motivi di tanta resistenza sono chiari e condivisibili. Il primo è quello del «rischio di un aumento del 300% delle tariffe pagate attualmente dai bordigotti – spiega il sindaco – Una condizione chiaramente inaccettabile per gli utenti della città che vedrebbero triplicare gli oneri nel giro di pochi mesi».

C’è poi la questione, non meno importante, della precarietà in cui si trova la società Rivieracqua: «Una società che dovrebbe gestire l’intero sistema idrico integrato – dice Ingenito – Ma che si trova in uno stato particolare, perché è sottoposta a procedura concorsuale. Di conseguenza c’è il timore, a nostro parere fondato, che questa procedura possa avere anche un risvolto negativo con la dichiarazione di fallimento della società». Secondo l’amministrazione comunale, dunque, è necessaria «una verifica dello stato di insolvenza di Rivieracqua, per evitare il conferimento in una società che potrebbe essere dichiarata fallita». Non è da meno la questione del mantenimento dei livelli occupazionali, per evitare che gli operai del Comune di Bordighera siano destinati ad altri comparti della società.

Bisogna poi considerare il piano di manutenzione straordinaria della rete idrica avviata dal Comune di Bordighera per gli anni 2021/2023 per 1,5 milioni di euro: un piano che, se la gestione del servizio dovesse passare all’Ato idrico, «non può ovviamente a questo punto essere in carico alle casse comunali», specifica il sindaco.

«Alla luce delle suddette questioni di grande rilevanza – ha annunciato il sindaco – L’amministrazione non intende rinunciare al contenzioso in atto, approdato ormai in Consiglio di Stato e ciò nonostante il parere del legale incaricato dal Comune».

Nel corso dell’assise, Ingenito ha chiarito come vi sia la «consapevolezza che le norme nazionali lasciano pochi spazi al Comune, con un rischio di immediato commissariamento del patrimonio idrico cittadino (scelta questa che rientra nelle facoltà della dottoressa Gaia Checcucci, commissario ad acta)». E’ stato deciso, in accordo anche con le opposizioni, l’avvio al più presto di dialogo con le autorità preposte per ottenere garanzie per la città nel caso in cui si dovesse comunque giungere al conferimento.

Le quattro questioni principali (aumenti immediati della tariffa, verifica della solidità della società Rivieracqua, difesa dei livelli occupazionali e presa in carico degli investimenti straordinari programmati dal Comune) saranno dunque al centro del confronto che Bordighera chiederà. Al fine di approfondire queste problematiche e per accogliere i suggerimenti che saranno proposti dalle minoranze consiliari è stata convocata la conferenza dei capigruppo consigliari alle 12,30 di venerdì 4 dicembre.