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Bordighera, bagarre in consiglio comunale su mozione Rivieracqua

Dopo una lunga discussione arriva il voto unanime dell'assise

Bordighera. Dopo una lunga discussione, il consiglio comunale di Bordighera ha votato all’unanimità la mozione a salvaguardia del servizio idrico integrato del comune con la quale l’assise ha dato mandato al sindaco Vittorio Ingenito e all’ex sindaco e attuale consigliere di minoranza Giacomo Pallanca di avviare un dialogo con commissario ad acta di Rivieracqua Gaia Checcucci per approfondire, si legge nel documento, «le questioni relative alla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società Rivieracqua, attualmente in Concordato preventivo; la precarietà della società che gestisce l’ATO nella quale dovrebbe confluire la rete idrica comunale richiede infatti la verifica dello stato di insolvenza di Rivieracqua, per evitare il conferimento in una società che potrebbe essere dichiarata fallita».

Nonostante la mozione sia stata redatta dai capigruppo consiliari, nel corso del parlamentino tra alcuni consiglieri comunali si è sfiorato lo scontro, con un continuo botta e risposta che ha quasi portato al ritiro della mozione su richiesta di Pallanca. Ad iniziare l’accesa discussione è stato il consigliere di minoranza Giuseppe Trucchi (Semplicemente Bordighera) che ha chiesto una modifica al documento per inserire al suo interno la volontà di ritirare il ricorso, tuttora pendente in Consiglio di Stato, con il quale Bordighera si era opposta alla decisione del Tar ligure che l’obbligava a conferire il proprio patrimonio idrico all’interno della società consortile a capitale pubblico (Rivieracqua) nata allo scopo di gestire la rete idrica dell’intera provincia. «L’avvocato del Comune è stato chiaro – ha detto Trucchi -. Invita l’amministrazione a ritirare il ricorso perché si corre il rischio di un danno erariale o di un commissariamento».

Nonostante la precisazione del vice-sindaco Mauro Bozzarelli, che ha sottolineato come mantenere il ricorso fosse assolutamente legittimo e non costituisse una violazione alla norma («E’ esclusivamente una forma di tutela del patrimonio idrico e dei cittadini», ha detto), Trucchi è rimasto sulle sue posizioni, dichiarando che avrebbe votato contro la mozione se questa non fosse stata modificata come richiesto. «Lei si sottrae dalle sue responsabilità, scappa – ha detto a quel punto il sindaco Ingenito – Sono amareggiato da questa sua posizione, mi ha profondamente deluso. Se ci sono altri consiglieri che si sottraggono a queste responsabilità, chiedo che lo dicano ora».

«Pregherei il sindaco di astenersi da giudizi morali sulla mia persona. Sarei molto contento di votare a favore della mozione, se venisse aggiunta la frase che ho chiesto. Chiedo al sindaco di astenersi da fare considerazioni su di me», ha replicato Trucchi. Ma il sindaco non ha colto l’invito, anzi. «Lei è profondamente scorretto – ha detto -. Ieri condivideva una mozione e oggi ha cambiato idea. Ha detto che avrebbe fatto una dichiarazione di voto e ora chiede una modifica della mozione. Aspettava solo questo pretesto per uscire e scappare dalle sue responsabilità. Se lei è incoerente, le do dell’incoerente e continuerò a farlo in tutta serenità».

Nel battibecco tra i due è intervenuto Giacomo Pallanca: «L’importanza di una mozione votata all’unanimità è la forza che rappresenta la stessa davanti ad un commissario. Se ci arriviamo con delle fratture, allora tanto vale che non la presentiamo nemmeno ad un tavolo di trattazione. Se ci andiamo divisi, è meglio non portare la mozione», ha detto, chiedendo al sindaco di ritirare la mozione vista la spaccatura che si era creata. Quando il sindaco ha annunciato l’intenzione di ritirare la mozione come richiesto, Trucchi ha fatto dietrofront, accogliendo l’invito del presidente del consiglio comunale Marco Farotto. «Voto la mozione per senso solidarietà come richiesto dal presidente consiglio comunale – ha concluso – Ma che resti a verbale che chiedo il ritiro del ricorso». Ricorso che, a quanto sembra, il sindaco non ha nessuna intenzione di ritirare.

Nella mozione poi votata all’unanimità, il consiglio chiede di «verificare con un professionista competente ed esperto i termini del concordato predisposto con particolare riferimento al ruolo dei comuni che parteciperanno alla modifica dell’attuale assetto del consorzio, al piano industriale elaborato nel dettaglio per la gestione del servizio idrico integrato nella Città di Bordighera con i relativi investimenti, e all’entità della tariffa consortile che verrà applicata con relative tempistiche» e «fare appello alla Regione perché venga riconosciuto che chiedere garanzie di funzionamento ottimale e continuativo di un servizio primario preliminarmente ad un conferimento di beni e passaggio di gestione è un diritto-dovere di amministratori responsabili».

Inoltre, visto che il Comune ha messo a Bilancio l’accensione di un mutuo da 1 milione e mezzo di euro per interventi sulla rete idrica, il consiglio chiede di «Verificare con il commissario la possibilità di far accollare in tutto o in parte alla società Rivieracqua la spesa, da finanziarsi con mutuo, relativa alle previste opere di ammodernamento delle infrastrutture dell’acquedotto servizio idrico integrato di Bordighera. Il mutuo potrà essere sottoscritto dal Comune di Bordighera solo in caso di accollo totale del pagamento delle rate del mutuo da parte della società Rivieracqua; in ogni caso dovranno essere garantiti gli investimenti già programmati dal Comune di Bordighera».

Tra le altre richieste: la garanzia di mantenere gli operai che si occupano dell’acquedotto e concordare un passaggio graduale alla tariffa unica comprensoriale per evitare un immediato aumento esponenziale della bolletta idrica che ricadrebbe sui cittadini.

«Si è appena concluso un Consiglio Comunale di particolare importanza – ha detto Ingenito al termine dell’assise – In cui maggioranza e minoranza hanno espresso, con una mozione condivisa, la volontà unanime di tutelare il patrimonio idrico integrato della Città di Bordighera ed il personale in esso impiegato, nonché di evitare aumenti tariffari esponenziali che ricadrebbero sulla Cittadinanza tutta. Desidero precisare con forza che non esiste, da parte nostra, alcuna preclusione ad una gestione unica del servizio integrato nella provincia di Imperia, purché tale gestione sia sana ed in grado di operare secondo i principi di efficacia ed efficienza».

«Ad oggi – ha aggiunto il primo cittadino – Rivieracqua scpa ha dimostrato di non possedere questi prerequisiti fondamentali e di non poter dunque garantire un funzionamento ottimale e continuativo di un servizio primario quale quello idrico. La colpa non può né deve ricadere su quei Comuni che non hanno aderito alla gestione d’ambito e quindi non hanno già compiuto l’affidamento oppure sono in ritardo nell’iter di tali procedure; lo faccio presente soprattutto a quei colleghi Sindaci che ancora ultimamente hanno compiuto affermazioni in tal senso. Se il conferimento fosse già avvenuto ci troveremmo innanzi ad un buco di bilancio ancora maggiore; ricordo che i revisori hanno evidenziato nella conduzione di Rivieracqua scpa, tra l’altro, l’assenza di una contabilità industriale e di un metodo efficiente di fatturazione. In queste condizioni, a prescindere dai fatturati che siano di 10 milioni o 30 milioni, l’efficienza del servizio non verrà mai raggiunta; come posso stabilire un prezzo di vendita se non conosco il costo di produzione?».

«La politica – afferma – Pare non essersene resa conto e ancora oggi vorrebbe intraprendere strade già battute ma che non portano ad una reale soluzione. Un amministratore di estrazione politica in logica di contrapposizione non ha infatti la necessaria visione strategica né probabilmente le competenze manageriali che si formano in anni di esperienza in uno specifico settore. Come ho già avuto modo di dire, è fondamentale un cambio di passo. Come previsto nella mozione con il consigliere Pallanca avvieremo il necessario dialogo con il commissario ad acta volto anche ad evitare l’immediato commissariamento. Con un professionista competente ed esperto verranno approfondite le questioni relative alla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società Rivieracqua, così anche  i termini del concordato con particolare riferimento al ruolo dei comuni che parteciperanno alla modifica dell’attuale assetto del consorzio, al piano industriale elaborato nel dettaglio per la gestione del servizio idrico integrato nella Città di Bordighera con i relativi investimenti, e all’entità della tariffa consortile che verrà applicata con relative tempistiche».

«Particolare attenzione – conclude – Verrà rivolta al mantenimento dei livelli occupazionali, evitando che gli operai del Comune di Bordighera nel futuro siano destinati ad altri comparti della società ma garantendo invece che possano lavorare sul territorio di Bordighera».