Bonus fiscale per frontalieri, Cgil Ventimiglia: «Frutto di un serrato pressing delle organizzazioni sindacali»

«Raggiunto un importante traguardo: la convocazione di un tavolo interministeriale per la definizione dello Statuto dei Lavoratori Frontalieri, che avvierà i propri lavori entro aprile del 2021»

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Ventimiglia. «Innanzitutto prima di entrare nel vivo della questione, con riferimento al memorandum d’accordo siglato tra le parti per i lavoratori frontalieri di un’eventuale aumento della detrazione fiscale, è necessario fare alcune puntualizzazioni, per evidenziare alcune dichiarazioni e comunicazioni incorrete ed incomplete, apparse
recentemente sui i media.

L’accordo, sbandierato a destra ed a manca, per l’eventuale aumento della detrazione fiscale per i frontalieri, da 7.500 € a 10.000 € (è bene ribadirlo), è frutto di un serrato pressing delle organizzazioni sindacali (CGIL – CISL – UIL) nei confronti del Governo, che sono giunti ad un accordo con la firma di un memorandum, che definisce tempi e modalità, di applicazione di questa intesa.

Il negoziato ha inoltre permesso che il nuovo trattamento che andrà a regime successivamente all’entrata in vigore del trattato, possa ridurre sensibilmente le differenze tra i lavoratori e consentire una maggiore difesa dei salari medio / bassi, attraverso gli impegni assunti per l’innalzamento della franchigia a 10.000 €, la non imponibilità degli assegni famigliari e la deducibilità dei contributi obbligatori per i prepensionamenti.

L’accordo, prende spunto da un’intesa tra lo Stato italiano e quello svizzero, con l’ausilio delle organizzazioni sindacali italiane ed il supporto delle organizzazioni sindacali svizzere, che migliora ed integra il trattato internazionale in essere, in merito all’imposizione fiscale dei lavoratori italiani che prestano la propria attività quotidiana in Svizzera. Tali accordi sull’aumento della detrazioni fiscale, per questioni di equità e correttezza costituzionale, saranno estesi, agli oltre 105.000 frontalieri italiani.

Pertanto oltre agli appelli, è necessario agire con proposte fattibili e circostanziate, che affrontino in modo sistematico e capillare, tutti quegli aspetti di salvaguardia economica e sociale di tutti i frontalieri che siano essi con contratti indeterminati oppure precari ed anche per i lavoratori frontalieri stranieri, che risiedono nel nostro Paese. In questo senso le organizzazioni sindacali hanno raggiunto un importante traguardo, la convocazione di un tavolo interministeriale per la definizione dello Statuto dei Lavoratori Frontalieri, che avvierà i propri lavori entro aprile del 2021, al fine di individuare per gli oltre 105.000 lavoratori frontalieri in uscita ed ingresso dall’Italia, una normativa omogenea in materia di sicurezza sociale, mercato del lavoro, dialogo sociale e cooperazione internazionale» – dice C.G.I.L. Ventimiglia Sportello Frontalieri.

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