Bilancio, Tosi (M5s): «La maggioranza racconta una Liguria che non c’è, incapaci di correggere errori del passato»

«Presentata l'ennesima manovra di bilancio priva di visione e strategia»

Genova. «Un testo pasticciato, privo di una reale strategia per la crescita della regione e il benessere dei liguri, senza rispondenza per le necessità e le emergenze segnalate dagli amministratori locali. Un atto che mentre da un lato aumenta platealmente i costi della politica e delle poltrone, dall’altro non risponde alle reali esigenze del territorio in chiave sanitaria, imprenditoriale, occupazionale, formativa, ambientale, turistica. Una narrazione, insomma, peraltro confusa e non corrispondente nemmeno, nei numeri e nell’elenco degli obiettivi, alla relazione fatta dal presidente di Regione nella giornata di ieri». Così dice, nella relazione di minoranza, il capogruppo regionale Fabio Tosi intervenendo in Consiglio regionale nella seduta dedicata alla sessione di bilancio.

«C’è una chiara discrepanza tra quanto illustrato dalla maggioranza e quanto invece denunciato ad esempio dal CAL in una recente nota in merito al DDL 9 – continua Tosi –, secondo cui gli stanziamenti per gli enti locali risultano essere in diminuzione rispetto alla previsione per il 2020. Se gli enti locali anziché accogliere positivamente la manovra richiedono invece che siano ripristinate le somme previste nel precedente esercizio e contestualmente richiedono, in riferimento all’edilizia scolastica, un aumento di stanziamenti per gli anni futuri anche mediante risorse proprie di indebitamento, io una domanda me la farei».

«Così come mi soffermerei sull’evidente contraddizione di una Regione che da un lato lamenta una mancanza di fondi e dall’altro poi li trova per oliare la sua sempre più complessa macchina politica. Far dimettere i neoeletti assessori dal Consiglio e permettere così l’ingresso di cinque nuovi consiglieri costerà 2 milioni e 500mila euro netti in più per i cinque anni della XI Legislatura. Ad aggravare il quadro, la recente delibera di Giunta con cui sono stati triplicati i finanziamenti per lo staff politico (passato da 8 a 22 poltrone) del Toti-bis che, forte di un tesoretto che cresce del 160%, sfiorerà il tetto dei 7 milioni di euro per i cinque anni della XI Legislatura.

Questo spreco era davvero indispensabile? Chiediamoci piuttosto cosa avrebbe potuto fare Regione Liguria con quei soldi? Noi un’idea l’avremmo: potevano essere destinati ad esempio all’acquisto di dispositivi di protezione individuale per le associazioni di volontariato di protezione civile che operano sul territorio; oppure, per a chi opera in favore delle persone disabili, categoria anch’essa colpita pesantemente in questo periodo emergenziale. Qui invece, al netto della facile retorica, si preferisce usarli per sistemare gli squilibri e i malumori secondo una logica politica squisitamente interna, mentre i cittadini liguri continuano a subire le gravi conseguenze del continuo impoverimento delle risorse.

Manca una visione per il futuro e soprattutto manca un progetto per correggere gli errori del passato: non si corre ai ripari nemmeno dopo il giudizio impietoso della Corte dei Conti che, sulle partecipate, ha denunciato opacità, elusione delle norme contabili e scarsa trasparenza. Non si corre ai ripari dopo che la magistratura contabile ha puntato il dito contro il deficit sanitario della Regione, azzoppata dalla mobilità passiva (che anziché diminuire è passata da 35 milioni di euro ad inizio mandato a 71 milioni di euro), dal taglio del personale sanitario e degli investimenti tecnologici come purtroppo insegna il caso della radioterapia di San Martino, esempio di clamorosa inefficienza. Non si corre ai ripari per contrastare la disoccupazione, la crisi del commercio e del manifatturiero, il dissesto idrogeologico, la cementificazione, l’impoverimento del sociale» – afferma.

«Gravissima, infine, la mancata trasparenza a monte della sessione di bilancio: il recente rifiuto – perché di questo si tratta! – di condividere con l’opposizione le schede tecniche finanziarie collegate alla manovra di bilancio è stata una prova di prepotenza chiaramente pensata per impedire ai consiglieri di minoranza di fare il proprio lavoro, proponendo ad esempio emendamenti al testo che andremo a votare. Prendiamo atto ancora una volta del modus operandi di questa maggioranza che rifiuta un confronto leale e costruttivo e ci dispiace per la Liguria, che ancora una volta dovrà fare i conti con la politica clientelare e “ad personam” di un centrodestra che a una sanità pubblica e a una medicina del territorio preferisce il modello sanitario privatistico, ai Parchi preferisce la cementificazione, al negozio di prossimità preferisce i centri commerciali», conclude Tosi.