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Ventimiglia, seconda ondata Covid-19. Consigliere Sismondini: «Sospendere Tari a commercianti e artigiani»

Nella città di confine la crisi è determinata soprattutto dalla mancanza dei francesi

Ventimiglia. Limitazioni agli spostamenti, chiusura di bar e ristoranti che possono vendere solo take away, lockdown in Francia e coprifuoco: la seconda ondata epidemiologica di Covid-19 sta mettendo a dura prova l’economia e il commercio ventimigliese, già gravemente danneggiato dall’ondata di maltempo e dall’esondazione del fiume Roja nella notte tra il 2 e il 3 ottobre scorsi.
Per questo, il consigliere comunale Gabriele Sismondini (Ventimiglia Riparte, lista civica) ha presentato una mozione urgente con la quale chiede al sindaco «di porre in votazione la sospensione del pagamento della Tari per tutti gli operatori commerciali e artigianali, al fine di rimodulare le tariffe calcolate dall’ente in sede di emissione dei ruoli».

Per Ventimiglia, come precisato dal consigliere, la «crisi è ulteriormente aggravata dalla pressoché assente domanda di clientela francese, da sempre elemento determinante per la sopravvivenza di molti operatori, dovuta alla situazione di confinamento della vicina Costa Azzurra iniziata i primi di novembre».

Tra le motivazioni della richiesta, anche il fatto, scrive Sismondini, che le «attività, nell’anno in corso, hanno potuto operare con libertà imprenditoriale solo per due mesi (gennaio e febbraio), per i mesi restanti hanno subìto chiusure o gravi limitazioni poste in essere dal governo con le misure anti-covid». Motivi per cui molte attività potrebbero non riprendersi.