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Taggia, cagnolino precipitato dalla finestra. La disperazione di Elena: «Per me Yari è come un figlio» foto

Indagini concluse: si è trattato di un incidente. Il cagnolino è caduto saltando sul davanzale

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Taggia. «Yari era la mia ombra, l’amavo e l’amo tantissimo. Di lui mi manca tutto». E’ disperata, Elena, la padrona di Yari: il cagnolino di un anno e mezzo, incrocio di un pincher e un chihuahua, precipitato dal quarto piano di un condominio a Taggia martedì scorso.

Da quella sera, quando affacciandosi dalla finestra ha visto il suo Yari riverso sull’asfalto, Elena non ha più lacrime. Oltre al dolore per la perdita del suo amato cane, c’è anche la sofferenza arrecatale dalle tante cattiverie nei suoi confronti ricevute sui social e non solo.

«Avevo fatto le pulizie in casa e, come faccio spesso, avevo appoggiato sul davanzale della finestra i cuscini che tengo sul divano, per arieggiarli – racconta -. Non stavo molto bene, così mi sono coricata a letto. Yari era sul divano, insieme a uno dei miei figli. E’ sempre stato la mia ombra ed era solito seguirmi a letto appena vedeva che mi coricavo». Quella sera, però, Yari è saltato, precipitando nel vuoto. «Non so perché lo abbia fatto – continua la donna -. Forse ha visto un animale, non lo so. Continuo a pensarci e mi incolperò per tutta la vita di quello che è successo: se non avessi messo quei cuscini lì, forse il mio Yari sarebbe ancora vivo».

In quasi due anni trascorsi insieme a lei, Yari aveva imparato le abitudini di casa: tra queste, anche quella della sua mamma umana di tenere le finestre aperte e poggiarvi i cuscini: «Non era mai saltato prima», spiega Elena. «Intorno alle 18,45 di martedì ho sentito delle urla – racconta – Sono saltata giù dal letto e mi sono affacciata alla finestra. Ho visto tanta gente che urlava contro di me e ho visto il mio cagnolino a terra. E’ stato straziante». In preda alla disperazione, la donna si è precipitata giù per le scale, scalza, senza chiavi di casa né telefono. «Urlavo: il mio cane, il mio Yari! Ma quando sono arrivata in strada i vicini non mi hanno lasciata avvicinare a lui, mi hanno urlato contro, apostrofandomi con i peggiori insulti».

L’episodio ha subito una forte eco. Si sparge la voce che il cagnolino sia stato lanciato di sotto dalla stessa Elena. C’è chi si inventa che sia stato il marito, al culmine di una lite, a scaraventarlo dalla finestra per far dispetto alla moglie (ma il marito non era neanche in casa, ndr). E’ tutto falso: come ricostruiranno più tardi i carabinieri, si è trattato di una tragedia, un incidente, una fatalità.

«Solo oggi sono riuscita a riavere il mio Yari – dice Elena -. Ovviamente prima era sotto sequestro, ma a indagini concluse i carabinieri mi hanno chiamata per riprendermelo. Oggi mi farò fare un tatuaggio per portarlo sempre con me: non lo dimenticherò mai».

Per Elena, mamma di tre figli, amante degli animali (ha anche due gatti) sarà difficile dimenticare anche le calunnie. E per chi ha alzato troppo i toni, insultandola senza alcun motivo, potrebbe scattare anche una denuncia.

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