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«Sicurezza, assunzioni e contratti per il personale sanitario»: presidio di Fp-Cgil Cisl Fp e Uil Fpl davanti alla sede Asl di Bussana

«Non è assolutamente accettabile, in un periodo di emergenza come quello che stiamo vivendo, che i lavoratori debbano operare in condizioni di scarsa sicurezza»

Sanremo. Domani alle 11 le categorie di FP-CGIL CISL FP e UIL FPL di Imperia si ritroveranno con un presidio di protesta, “in forma statica” nel pieno rispetto del Dpcm 3 novembre, presso la sede dell’ASL di Bussana, in via Aurelia 97, per rivendicare:

– la sicurezza dei lavoratori impegnati nel fronteggiare l’emergenza pandemica,
– il necessario incremento dei fondi contrattuali aziendali che permetta il giusto riconoscimento agli operatori dello straordinario effettuato e delle indennità,
– un piano straordinario di assunzioni che deve prevedere tra le altre cose la stabilizzazione del personale e la proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato in essere.
– il rinnovo dei Contratti Nazionali ormai scaduti.

L’iniziativa segue lo stato di agitazione già proclamato dalle Federazioni Nazionali in data 19 ottobre 2020, in previsione della mobilitazione di tutti i lavoratori pubblici. In questa fase di mobilitazione del lavoro pubblico per rivendicare innovazione nella PA, rinnovo dei contratti e nuove assunzioni, «le lavoratrici e i lavoratori pubblici danno massimo sostegno e priorità a tutto il personale sanitario» – spiegano le categorie dei servizi pubblici di Cgil Cisl e Uil della Liguria.

«Non è assolutamente accettabile, in un periodo di emergenza come quello che stiamo vivendo, che i lavoratori debbano operare in condizioni di scarsa sicurezza. Dobbiamo riuscire ad assicurare loro costantemente dispositivi di protezione individuale, tamponi e sorveglianza sanitaria. Da tempo stiamo chiedendo il rispetto dei Protocolli e l’istituzione di tavoli permanenti di confronto sulla sicurezza nelle Aziende e negli Enti Pubblici.

Temiamo che a qualcuno sfugga che se non mettiamo in sicurezza proprio quei lavoratori che costituiscono la prima linea utile a contrastare la diffusione del Covid, presto i cittadini saranno privati dei professionisti necessari a garantire l’erogazione dei servizi sanitari; è un discorso che vale per tutti, ma a maggior ragione per coloro che sono quotidianamente in contatto con persone positive al virus.

I lavoratori, già provati dalle fatiche della primavera scorsa, oggi sono stanchi affaticati: non si può chiedere loro di essere i protagonisti della sfida per l’innovazione continuando a mortificarli dal punto di vista sia professionale che salariale. Molti di questi operatori sanitari e socio-sanitari hanno abbondantemente superato le 250 ore di straordinario: va garantito loro il pagamento di quanto lavorato, occorre rivedere l’insieme delle indennità, per adeguarle a cifre più consone e realistiche superando il tetto di spesa imposto alla contrattazione integrativa dall’attuale normativa. La cosa principale, comunque, è premere acceleratore sulle assunzioni.

I luoghi di lavoro si stanno svuotando, l’età media aumenta progressivamente e un numero considerevole di lavoratori sono prossimi all’uscita tra quota 100 e pensionamenti dovuti al raggiungimento dell’età. Occorre immettere stabilmente nel sistema sanitario forze nuove, stiamo già perdendo il passaggio delle competenze ed il rischio è quello di disperdere un patrimonio di conoscenze di enorme valore.

Come primo passo, quindi, indispensabile e urgente – proseguono – è procedere con nuove assunzioni per implementare il personale e rafforzare i servizi sanitari, anche attraverso la stabilizzazione dei precari ed il rinnovo dei contratti di lavoro a tempo determinato. Da anni questi lavoratori assicurano il corretto funzionamento di interi settori della Pubblica Amministrazione».

«Una mobilitazione collettiva di lavoratrici e lavoratori pubblici, contro chi nega l’esistenza del virus, dell’emergenza epidemiologica e del rischio che sta correndo tutto il personale medico e sanitario. Per dare il massimo sostegno a chi garantisce la nostra salute» – concludono FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e UIL PA – «Per queste ragioni le categorie dei servizi pubblici di CGIL, CISL e UIL hanno dichiarato lo stato di agitazione ed effettueranno presidi sotto le ASL o nei luoghi simbolo delle città».