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Scarichi fognari, l’ex sindaco di Imperia Strescino vince anche la causa civile: «Precipitato in una vicenda kafkiana»

Comune condannato a versare 43mila euro

Imperia. Il Got del tribunale civile di Imperia Claudio Pesce ha accolto in primo grado l’opposizione dell’ex sindaco Paolo Strescino nei confronti della Provincia che pretendeva da Strescino 120 mila euro di risarcimento entro 30 giorni. La vicenda (decennale ormai)  è quella dello scarico in mare di acque reflue con superamento dei limiti di emissione a seguito di una serie di controlli effettuati da Arpal.

Sul piano penale l’ex primo cittadino difeso dall’avvocato Massimo Boggio era già stato assolto e ora, con soddisfazione,  incassa questa vittoria in sede civile. La Provincia, comunque, potrebbe ricorrere in appello e non è detto che non lo faccia. «Per 10 anni, per una vicenda maturata in un momento in cui diciamo che il Palazzo comunale era particolarmente attenzionato, la mia vita è stata condizionata. Mi sono sentito avvinto in un vortice giudiziario degno di Kafka e immagino cosa possa provare un cittadino comune che si vede inghiottito da un meccanismo di questo tipo», si sfoga Strescino.

E se la Provincia decidesse di ricorrere in appello?  «Saremmo prontissimi -replica Paolo Strescino –  vinta una vinta due, vinta tre, ma mi auguro che non venga sperperato altro denaro pubblico».

Un’ ultima riflessione l’ex sindaco la riserva allo svolgimento del processo: «Il procedimento è stato attivato e seguito da un funzionario della Provincia (Manolo Crocetta ndr) come risulta agli atti che fa parte anche dell’ufficio legale del Comune di Imperia che in questa vicenda era parte in causa. Mi domando come tutto ciò sia ammissibile».

Il Comune è stato, invece, condannato al pagamento di 42mila euro alla Provincia a fronte di una richeista iniziale di 126mila euro.