Sanremo, approvati equilibri di bilancio: azzerata percentuale del trasferimento degli introiti del Casinò al Comune

Le variazioni saranno all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale

Sanremo. Sono state approvate dalla Giunta comunale le variazioni di bilancio, che saranno all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale e che potranno comunque essere ulteriormente modificate sino al 31 dicembre 2020. Nello scenario di grave difficoltà economica generale e di forte incertezza che caratterizza questo 2020 segnato dal Covid, diversi sono i correttivi previsti per il difficile raggiungimento del pareggio di bilancio.

Un elemento di novità di particolare rilevanza è la decisione della Giunta dell’azzeramento delle entrate da incassi lordi del Casinò. La partita con il Casinò ha visto modificare le percentuali di cui alla Convenzione, con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2020 e per l’intero anno 2020, sulla base dell’andamento della gestione valutato congiuntamente dal Comune e da Casinò S.p.A. Le somme spettanti a quest’ultima si assestano nella misura percentuale del 100% degli introiti lordi di tutti i giochi fisici esercitati dalla Casa da Gioco, cosicché le spettanze del Comune in funzione degli introiti lordi medesimi risultano annullate.

«Abbiamo così prevenuto uno squilibrio economico, forti tensioni finanziarie e sofferenze patrimoniali che, in difetto, avrebbero colpito la società in conseguenza della gravissima perdita di introiti causata dagli effetti dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, e segnatamente a causa delle prolungate sospensioni delle attività della Casa da Gioco imposte dalle Autorità Governative e non da ultimo la sofferta chiusura autunnale. Il mantenimento delle attuali percentuali (16% fino al 30.06 e 18% fino dal 01.07) avrebbe infatti portato la Casa da gioco a chiudere il proprio bilancio con una perdita di oltre 4 milioni di euro. Il che avrebbe comportato l’obbligo a carico del Comune di accantonare la stessa cifra nel proprio bilancio 2021», spiega l’assessore alle finanze Massimo Rossano.

Nella lunga lista di voci col segno meno risultano Imu, Tosap, Pubblicità e affissioni: minori entrate per oltre un milione di euro, solo parzialmente ristorate dal governo. Altre pesanti perdite arrivano da parcheggi, mense scolastiche, rette asilo, diritti mercato, rette Casa Serena, fitti fabbricati: 3,8 milioni di minori entrate, ristorate
per solo1,3 milioni di euro, per un saldo negativo di ben 2,5 milioni di euro.

Gli effetti della pandemia si sono fatti molto sentire anche sulla voce oneri di urbanizzazione, il cui settore registra minori entrate per complessivi 3 milioni di euro. Tra le voci positive che concorrono all’equilibrio di bilancio, la principale è rappresentata dai dividendi del Casino nella voce complessiva di 3 milioni di euro in tutto, di cui 2,2 milioni sul 2020 e 800 mila sul 2021; altro elemento importante è la maggiore entrata tributaria per euro 1.250.000, dovuta ad un incremento nel recupero dell’evasione fiscale.

«Raggiungere gli equilibri di bilancio non è stato facile, e voglio ringraziare gli uffici ragioneria per il lavoro svolto – commenta l’assessore Rossano – purtroppo stiamo vivendo un 2020 drammatico anche sui conti pubblici. Basti pensare che a fronte degli 8,8 milioni di euro di ristoro arrivati dallo Stato, derivanti dalle maggiori spese e minori entrate dovute all’emergenza Covid, registriamo 16 milioni complessivi di minori entrate».

Il sindaco Alberto Biancheri, che in questi ultimi mesi ha più volte lanciato l’allarme sui conti, spiega: «Abbiamo fatto una scelta politica importante azzerando la percentuale del trasferimento degli introiti del Casinò e mettendo in sicurezza la Casa da Gioco in un momento così difficile. Tra mille difficoltà, chiudiamo gli equilibri di bilancio ma sono molto preoccupato per il 2021. Se non si inverte il trend avremo serie ripercussioni sulla spesa corrente il prossimo anno. Noi paghiamo più di altri la crisi del Covid per effetto del Casinò, i cui mancati incassi si riflettono sul bilancio comunale e i ristori sono insufficienti. In tutto questo, vista la situazione del Casinò trovo assurdo si debbano anche pagare le tasse sul gioco, come l’imposta sull’intrattenimento per 2,6 milioni e la tassa società governativa per 560 mila euro».