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Recovery Fund, la “lista della spesa” dei socialisti imperiesi

«Cosa c'entra l'ospedale nuovo già finanziato con fondi Inail?»

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Imperia. In giorni in cui la Liguria pare travolta dalla seconda fase di emergenza pandemica che, com’è noto, non lascia affatto indenne la nostra provincia e resta la priorità assoluta, nel dibattito politico assume grande importanza l’ormai famoso Recovery Fund.

Questo “Fondo di Recupero” è la risposta dell’Europa per far ripartire l’economia nei paesi colpiti dal Covid.
La questione, di portata nazionale e regionale ci spinge, nel nostro piccolo e dall’ultima provincia dell’impero, a fare qualche considerazione. Si tratta di risorse strategiche che in Liguria, a leggere gli annunci del presidente della Regione Giovanni Toti, sembrano invece diventare una lista della spesa tanto articolata quanto confusa. Focalizzando l’attenzione sulla nostra provincia è doveroso porre alcune domande e fare qualche semplice proposta. Anzitutto, leggiamo di cifre (in miliardi) dai numeri alquanto ballerini. Crediamo sia giusto dire ai cittadini quali siano le risorse su cui si può davvero contare. In merito al cosiddetto “ospedale unico” (noi preferiremmo chiamarlo “nuovo”) perché inserirlo nei progetti recovery quando si è sempre detto che è integralmente finanziato con fondi Inail? E ancora, le tratte mancanti (quasi tutte) di Aurelia bis non dovrebbero coinvolgere anche in punto finanziamenti il concessionario? Sono domande semplici a cui la giunta Toti crediamo possa rispondere facilmente.

Sappiamo poi che l’utilizzo di queste risorse dovrebbe essere inserito in una pianificazione strategica che pone il territorio in un contesto più ampio. In una situazione normale parlare della Albenga – CarcarePredosa e della Ciclovia tirrenica sarebbe corretto. Purtroppo però, a Ponente di Genova, ci troviamo in un contesto talmente emergenziale che richiede, anzitutto, di colmare un pesante gap, non solo infrastrutturale, rispetto al resto del Paese. Opere progettate nel secolo scorso non sono ancora finite o addirittura non hanno mai visto la luce lasciando la nostra terra in un isolamento tutt’altro che splendido.

Con il rischio di passare anche noi per quelli che fan la lista della spesa ci pare allora che siano prioritari per il territorio questi interventi:

Raddoppio ferroviario Andora-Finale Ligure
Adottare una soluzione definitiva per la ferrovia Ventimiglia-Cuneo Completamento delle SS 28 per il Piemonte, a cominciare dal tratto dal capoluogo a Pontedassio e, contestualmente, al traforo Armo – Cantarana (se non già diversamente finanziato)
Metanizzazione dell’intero territorio provinciale
Interventi infrastrutturali straordinari sull’acquedotto del Roja

Si tratta di opere in larga parte già progettate che, partendo subito, potrebbero rispettare le tempistiche previste dai recovery fund, integrarne pienamente i presupposti e contribuire a togliere la provincia dalla pericolosa marginalità, non solo infrastrutturale, in cui si trova.

Il tema, come già detto, è complesso e va affrontato in altre sedi. Con questa nota semplicemente vogliamo portare un piccolissimo contributo al dibattito da un territorio per il quale, più di altri, è necessario primum vivere deinde philosophari.

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