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Parcheggi a Ventimiglia, la replica di Sismondini: «Lista Scullino preferisce lo scontro al confronto»

«Alle mie domande rispondono con provocazioni. Sarebbe interessante una discussione in consiglio comunale»

Ventimiglia. «A quanto pare i rappresentanti della lista Scullino Sindaco preferiscono lo scontro al confronto, la presunzione e la maleducazione a un dialogo moderato. Ammetto che il mio grado di cultura amministrativa possa avere dei limiti, dovuti anche alla mia poca esperienza in materia, ma non mi pare che chi si erge a correggermi, oltre ad una grossa caduta di stile, sia più preparato di me». E’ la replica del consigliere comunale di opposizione Gabriele Sismondini alla lista civica Scullino Sindaco sul tema parcheggi a Ventimiglia.

«Quando mai a una domanda si risponde con delle provocazioni? – chiede Sismondini – Come consigliere comunale di minoranza, ho diritto a fare delle domande e trattarmi da scolaretto mi pare un atteggiamento di una bassezza imbarazzante. L’articolo di risposta della lista Scullino è un insulto alla mia persona, alle persone che mi hanno votato (292) e alla lista che rappresento. Io ho semplicemente chiesto quali fossero le loro intenzioni, se si fossero resi conto di quello a cui andrebbero in contro se la gestione del servizio dei posteggi fosse gestita “in house”. Probabilmente non lo sanno neanche loro visto che hanno parlato di tutt’altro cercando di offendere».

«Tuttavia – aggiunge il consigliere – Risponderò a tutte le provocazioni della lista Scullino con pacatezza, moderazione e buon senso, tratti che han sempre caratterizzato la mia esperienza politica.  Sulla percentuale dell’aggio che versa la ditta Colombo al comune di Ventimiglia, ho sbagliato (nel mio comunicato avevo scritto “mi sembra”), bene anziché il 77% è il 73% quello che rimane al comune dagli incassi dei parcometri e del posteggio di piazza delle libertà. Alla ditta, che non era in nessun modo mia intenzione difendere come dice la lista Scullino, rimane il 27% degli introiti, con i quali deve pagare gli stipendi, la gestione dei macchinari, la segnaletica e tutto ciò che concerne al buon funzionamento di un pubblico servizio. A mio parere è una percentuale molto conveniente per il nostro comune, sono soldi che negli anni sono stati incassati senza dover spendere un solo centesimo.
Per quanto riguarda la partecipata Civitas in liquidazione, il sottoscritto vorrebbe ricordare ai professori della lista Scullino, che per l’acquisto dei beni citati sono stati contratti mutui e leasing. Detto ciò risulta abbastanza evidente che il rischio di impresa per Civitas fosse ridotto al minimo se non nullo. Salvo l’incasso degli affitti dei beni conferiti al patrimonio della partecipata da parte del comune e il fare stazione appaltante con i soldi pubblici sempre stanziati in maniera superiore rispetto agli esiti delle gare (che per loro natura hanno ribassi), mi si spieghi come avrebbe potuto anche perderci. Inoltre il personale era sempre quello del comune, pagato con risorse dello stesso. Le indennità negli amministratori non ci vuole molta fantasia per capire da dove provenissero: sempre dai soldi del comune».

«Un’altra cosa interessante è la seguente – scrive – Vorrei capire se con questa legge di 4 anni fa (?) anche la società Aiga spa (società partecipata che a differenza di Civitas gestisce un SERVIZIO) è in liquidazione? Ancora quest’ anno ha registrato una perdita di circa 400.000 euro, ma continua a gestire il servizio delle acque pubbliche cittadine. E come Aiga altre centinaia di esempi, magari forse è bene che torniate un pochino voi sui banchi di scuola. Mi fa piacere per i posti di lavoro, so bene che sarebbero stati garantiti, la mia domanda era chiara: verranno assunti dal Comune? Se si, in che modo? Sulla mia promozione in beni culturali invece vi ringrazio molto. La vostra ironia è veramente divertente. Mi farebbe molto piacere discuterne con voi in consiglio comunale, anche per sentire i vostri colleghi di maggioranza cosa ne pensano di questo vostro atteggiamento e della vostra posizione in merito».