Imperia, torna “Autori in salotto”: giovedì 26 novembre verrà presentata la nuova antologia Coraggio Desideri Ricordi

Interviste a scrittori e scrittrici direttamente dal salotto di casa

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Imperia. Torna la rubrica della Libreria Mondadori di Imperia, sotto i portici di Oneglia, che permetterà di portare nelle case di tutti degli autori meravigliosi. La libraia Nadia farà delle interviste a scrittori e scrittrici direttamente dal Salotto di casa sua.

Per partecipare basterà connettersi sulla pagina Facebook della Libreria Mondadori oppure nel gruppo Autori in Salotto e godersi comodamente dal proprio salotto la presentazione. Come negli eventi in presenza sarà possibile interagire scrivendo nei commenti le domande che verranno lette e risposte in diretta.

Il calendario completo che ci terrà compagnia in attesa del Natale:

  • Giovedì 26 novembre alle 18,30, la Fondazione Lucrezia Tangorra presenta la nuova antologia Coraggio Desideri Ricordi;
  • Martedì 1 dicembre alle 21, Daria Bignardi presenta Oggi faccio azzurro, Mondadori;
  • Giovedì 3 dicembre alle 21, Stefano Sgambati presenta I divoratori, Mondadori;
  • l’8 dicembre alle 21, Francesca Favotto presenta Un altro giorno di Matteo Losa, Mondadori;
  • l’11 dicembre alle 21, Chiara Francini presenta Il cielo stellato fa le fusa, Rizzoli;
  • il 15 dicembre, Alessandra Chiappori presenta Torino di carta, Palindromo editore.

Giovedì 26 novembre alle 18,30 Nicola Tangorra e Laura Minuto presentano la nuova antologia Coraggio Desideri Ricordi. Con l’intervento speciale di Francesca Bruna di Imperia, vincitrice del concorso 2019/2020 autori dei racconti contenuti nell’antologia.

Tre parole si rincorrono in novanta racconti scritti dagli alunni delle scuole primarie, secondarie e superiori di tutta Italia. Un anno di lavoro, più di duemila bambini e ragazzi coinvolti, un concorso letterario. Tanti numeri per un solo progetto: accompagnare i ragazzi alla scoperta della scrittura e della lettura lasciandosi guidare dalla creatività. Per scrivere una storia bastano un pezzo di carta e una matita, per raccontarla basta ancora meno: solo un po’ di fantasia. Proprio questo, però, ci permette di avvicinare la creatività degli altri e di far vivere in noi le parole che i nostri occhi scorrono, leggendo. La settima edizione del Concorso Letterario in 3 Parole si è chiusa con una partecipazione straordinaria, nove vincitori e tanti piccoli capolavori, che anche quest’anno abbiamo voluto raccogliere in questo volume.

Quest’anno la prefazione è stata scritta da Marco Dazzani, scrittore e giurato della settima edizione del concorso. Ma ogni progetto ha bisogno di risorse: idee, persone, tempo e soldi; gli ultimi, spesso, sono l’ostacolo più difficile da superare. Per questo motivo è stato pensato, come ogni anno, di utilizzare questo libro, il suo ricavato, per aiutare una scuola che verrà selezionata durante l’anno.

Martedì 1 dicembre alle 21 Daria Bignardi presenta Oggi faccio azzurro, Mondadori. Modera Nadia Schiavini. «Mi chiamo Gabriele, come l’arcangelo» aveva detto, «ma qui in Germania è un nome da donna. Il tuo invece che razza di nome è?». Sarà possibile seguire la diretta a questo link: https://www.facebook.com/assolibrolibrialmare.

Galla si chiama così in onore dell’imperatrice Galla Placidia: «Darmi quel nome è stato uno dei pochi gesti coraggiosi di mia madre». Da quando è stata lasciata dal marito, improvvisamente e senza spiegazioni, passa le giornate sul divano a fissare la magnolia grandiflora del cortile, fantasticando di buttarsi dal balcone per sfuggire a un dolore insopportabile di cui si attribuisce ogni colpa. Esce di casa solo per vedere la psicanalista Anna Del Fante o per andare in carcere. «Da quando Doug mi ha lasciata sto bene solo dentro. Canto con altre dieci volontarie in un coro di detenuti tossicodipendenti. Anche io devo disintossicarmi». Durante il primo viaggio da sola, a Monaco di Baviera, entra per caso in un museo dove è allestita la mostra della pittrice tedesca Gabriele Münter. Galla, che da ragazza studiava arte, ricorda solo che la Münter era nel gruppo del Cavaliere Azzurro con Vasilij Kandinskij. Ma quel giorno le sue opere «così piene di colore e prive di gioia» la ipnotizzano. Da quel momento la voce di Gabriele entra nella vita di Galla: la tormenta, la prende in giro e intanto le racconta la sua lunga storia d’amore con Kandinskij, così simile a quella di Galla con Doug. Mentre il dialogo tra le due si fa sempre più animato, la strada di Galla incrocia quella di altri due pazienti di Anna Del Fante: Bianca, un’adolescente che non riesce più ad andare a scuola, e Nicola, seduttore compulsivo e vittima di attacchi di panico. Le imprevedibili conseguenze di questo incontro potrebbero cambiare le vite di tutti e tre.

Una storia irresistibile – a tratti comica e a tratti struggente – che mescola leggerezza e profondità, grazia e tenerezza, esplorando il nostro rapporto con il dolore, che è poi il nostro rapporto con noi stessi.

Daria Bignardi è nata a Ferrara e vive a Milano dal 1984. Nel 2009 ha pubblicato il memoir Non vi lascerò orfani (Mondadori), che ha vinto il premio Rapallo, il premio Elsa Morante, il premio Città di Padova. Sempre per Mondadori sono usciti i suoi romanzi Un karma pesante (2010), L’acustica perfetta (2012), L’amore che ti meriti (2014), Santa degli impossibili (2015) e Storia della mia ansia (2018), tradotti in molte lingue.

Giovedì 3 dicembre alle 21 Stefano Sgambati presenta I divoratori, Mondadori. Non è una serata come le altre nel prestigioso Palazzo Senso, ristorante gourmet dell’Hotel Principe di Savoia di Milano.

I piatti concepiti dallo chef Franco Ceravolo, monumento della gastronomia italiana, atterrano con grazia sui tavoli finemente apparecchiati, trasportando i clienti in un universo sensoriale stroboscopico impossibile da dimenticare. Ma nell’aria serpeggia una strana eccitazione e tutti gli occhi sono puntati verso il centro della sala, lì dove siede “una creatura di perfezione impossibile, ancestrale, l’uomo più bello che si sia mai visto”. È Daniel William King, stella assoluta di Hollywood, accompagnato dalla sua bellissima moglie: la coppia di attori più ammirata, invidiata e fotografata del momento, ville da copertina, premi internazionali, figli naturali e figli adottati, ricchezza, successo e due volti assicurati per cifre che basterebbero a pagare un Pollock da Sotheby’s: una grandiosa famiglia tradizionale. Condividere con loro il tempo e lo spazio di una cena non è un’opportunità o un colpo di fortuna, ma una responsabilità, un peso capace di cambiare le carte in tavola. A scoprirlo, loro malgrado, saranno Elena e Saverio – che stanno trascorrendo un avventato weekend insieme dopo essersi incontrati al funerale di una comune amica -, Giordano e Frida – uno stimato professore universitario e una sua lettrice di trent’anni più giovane – e un gruppo oscenamente rumoroso, seduto più in fondo, in disparte – la grottesca famiglia del maître, che grazie a una soffiata del figlio non si è fatta sfuggire l’occasione di osservare da vicino Mr e Mrs King. Durante il pasto, mentre in cucina e agli altri tavoli si consumano cattiverie, epifanie e piccoli traumi, al tavolo dei due divi si svolge la scena madre, perché nel cervello dell’attore più bello del mondo, all’oscuro dello sguardo altrui e lontano dalla liturgia dello spettacolo, si annida da tempo un minuscolo seme di follia, “una specie di fungo, una macchia che comincia ad allargarsi” e che devierà senza scampo le traiettorie delle vite di ciascuno dei protagonisti.

Martedì 8 dicembre alle 21 Francesca Favotto presenta Un altro giorno di Matteo Losa, Mondadori;
Giovanni – ma preferisce essere chiamato J – ha diciotto anni e vorrebbe una vita normale. Ne ha abbastanza dei continui controlli, delle visite in ospedale, dei progetti a breve termine-perché-chissà-quanto-tempo-gli-concederà-ancora-la-malattia. Per una volta tanto, vorrebbe lasciare da parte il dolore che si abbatte sulle sue giornate come la pioggia sulle strade di Londra. Per una volta tanto, non vorrebbe più pensare alle cose di cui ha nausea, ma a quelle di cui ha fame. Anche Barbara – odia quando la chiamano Barbie – ha diciotto anni. E non è mai uscita con un ragazzo. Potrebbe essere la zitella più giovane del mondo, lo sa bene. Ma sa bene anche che se hai dei sogni alti, ti ci devi dedicare con tutta te stessa – almeno questo le ripete sempre suo padre, primario nell’ospedale in cui è in cura J. Per ragioni diverse, si sentono entrambi profondamente soli. E, quel che è peggio, entrambi sono convinti che il loro destino sia osservare immobili le vite degli altri. Poi un giorno si incontrano, per caso. Bevono un caffè e un mezzo cappuccino insieme. Si piacciono, eppure, alla fine, ognuno dei due va per la sua strada. Una piccola crepa, però, seppur ancora impercettibile, inizia a formarsi nelle loro esistenze sempre uguali. Quando si rivedono, mesi dopo, J e Barbie non commettono lo stesso errore. Questa volta decidono di rimanere. Dopo tutto, quando capisci che stare con una persona ti rende la vita luminosa come l’alba, è inevitabile volerla accanto, e provare a entrare nel suo mondo. Anche se è difficile comprenderla, visto che sembra il tuo esatto opposto. Anche se è difficile lasciare andare le vecchie abitudini, le vecchie paure. Anche se tutto, il tempo soprattutto, sembra essere contro di te, di voi. Ma niente, proprio niente è impossibile per due cuori che battono emozionati per il loro primo amore. L’importante è guardare nella stessa direzione e camminare, insieme. Un giorno alla volta.

Venerdì 11 dicembre alle 21 Chiara Francini presenta Il cielo stellato fa le fusa, Rizzoli;
È, questa che vi narro, una storia che prende vita sulle colline di Firenze, durante un giorno di maggio, in una dimora dal nome che pare scritto da Petrarca. O da Biancaneve. Villa Peyron al Bosco di Fontelucente. In questa magione profumata di fiori, caffellatte e bucati s’ha da svolgere, durante un fine settimana, un convegno prelibato che parla di Cibo e Cultura. I partecipanti, golosi di bellezza e d’arte, vengono da ogni angolo del creato. Governante e regina della magione è la Lauretta, colei che tutto tiene a bada, sbenedizionando a destra e a manca col mestolo disinvolto, la cucina sopraffina e la ciabatta lesta quanto la lingua. Ma d’improvviso, accade l’impensabile. Il variopinto bouquet d’umani si trova rinchiuso, sprangato per un tempo assai più lungo di quello immaginato. Una clausura involontaria, un perimetro stretto stretto, anche se straordinario. Che ne sarà dei nostri sventurati, alla ventura? Sconosciuti gli uni agli altri. In fondo anche a se stessi. E non potendo più uscire, che si fa? Ci si ispira al Decameron del Ser Boccaccio, si raccontano novelle.

Martedì 15 dicembre Alessandra Chiappori presenta Torino di carta, Palindromo editore.
Torino di carta è una guida letteraria della città e dei suoi quartieri, un’escursione narrativa per le strade di Torino, raccontata attraverso le opere di grandi scrittori, classici della letteratura italiana del Novecento e romanzi di autori contemporanei. Uno strumento per orientarsi attraverso le molteplici storie che, seppure in periodi differenti, hanno Torino come protagonista.

Da Edmondo De Amicis fino alla produzione letteraria degli ultimi anni, la città viene ridisegnata e presentata intercettando e restituendo al lettore il punto di osservazione e lo stile di ogni autore. Tutto, nella sua brulicante complessità, viene ricomposto in un’ideale mappa letteraria: vie, piazze, edifici, sotterranei, periferie e monumenti che contribuiscono a definire il carattere di una città affascinante e misteriosa. Tra gli scrittori che popolano la Torino di carta incontrerete: Edmondo De Amicis, Natalia Ginzburg, Cesare Pavese, Italo Calvino, Primo Levi, Giovanni Arpino, Fruttero & Lucentini, Margherita Oggero, Enrico Pandiani, Christian Frascella, Alessandro Perissinotto, Giuseppe Culicchia, Enrico Remmert; e tanti altri ne incrocerete tra le sue strade, nei caffè o sotto i portici. Il volume si apre con una prefazione di Alice Avallone e contiene in allegato la mappa letteraria di Torino con l’indicazione dei luoghi chiave delle opere passate in rassegna.

Per info e dettagli librialmare.imperia@gmail.com oppure telefonare 339.2877093.

La libreria arriva anche a domicilio. «Per venire incontro alle vostre esigenze, per limitare la ressa in libreria, per essere tutti più sereni e sicuri senza rinunciare ai piaceri della vita! Contattateci: Verremo noi a portarvi i vostri libri preferiti, a casa o in ufficio! La libreria è aperta!» – fa sapere la libraia Nadia.

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