Imperia, CNA Balneari: «Una svolta per la questione dell’estensione al 2033 della durata delle concessioni demaniali marittime»

Soddisfazione della CNA per la presa di posizione a favore dei concessionari balneari

Imperia. Con grande soddisfazione CNA Imperia rende nota la pubblicazione di due importanti sentenze, che rappresentano una vera e propria svolta per la questione dell’estensione fino al 2033 della durata delle vigenti concessioni demaniali marittime aventi finalità turistico ricreative.

La prima è la sentenza n. 1377 dello scorso 9 novembre della Sez. III del TAR della Toscana, la cui eccezionalità è data dal fatto che si affronta, finalmente, a livello nazionale, il tema della proroga delle concessioni demaniali disposta dalla legge n. 145/2018, confermando espressamente la validità dell’estensione delle concessioni stesse fino al 2033.

L’altra, recentissima, è la n. 1322 del TAR Puglia Lecce, pubblicata in data 27 novembre, che sostiene un principio fondamentale ed innovativo, quello secondo cui al Dirigente Comunale spetta il rispetto delle leggi dell’ordinamento italiano, non essendo ipotizzabile alcun poter di disapplicazione delle norme da parte della Pubblica Amministrazione, soprattutto perché determinerebbe una situazione caotica ed eterogenea, nonché caratterizzata in ipotesi da disparità di trattamento tra gli operatori a seconda del Comune di riferimento.

«Queste pronunce devono esortare le Amministrazioni comunali ad applicare quanto previsto dal legislatore e procedere alla proroga dei titoli concessori. Nonostante un quadro normativo ormai esplicito e chiaro che dispone l’estensione della durata delle concessioni al 31 dicembre 2033, molti Comuni restano ancora inadempienti», sostiene Luciano Vazzano, segretario territoriale di CNA Imperia, che ha sempre portato avanti questa battaglia per tutelare il legittimo affidamento dei concessionari balneari che rappresenta.

«Auspichiamo quindi che si apra definitivamente la prospettiva di mettere fine al perdurante stato di incertezza ed arrivare finalmente ad un’applicazione omogenea su tutto il territorio della normativa nazionale, consentendo una ripresa del comparto, già estremamente compromesso dall’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese», conclude Vazzano.