Emergenza Covid, Toti sul prossimo Dpcm: «Principio cardine sia il divieto di assembramento»

Le richieste delle Regioni al governo. Per le piste da sci, l'auspicio del governatore è che vi sia la chiusura dei confini nazionali

Genova. «Al governo chiediamo di fissare come principio cardine del prossimo Dpcm il divieto di assembramento, anche per un criterio di equità nei confronti delle attività commerciali. Servono misure interpretabili come corrette, giuste e eque da parte di tutto il mondo economico», a dichiararlo è il presidente Giovanni Toti nel suo consueto punto stampa serale.

In queste ore come nei prossimi giorni, i governatori sono alle prese con un serrato confronto con il governo e il presidente Conte chiamato a dettare le norme per il contenimento della pandemia da coronavirus entro il prossimo tre dicembre, quando scadrà il Dpcm attualmente in vigore.

«Nell’incontro odierno in sede di conferenza delle Regioni – ha continuato Toti – siamo tornati a chiedere ristori per le categorie, non solo per le decisioni prese dallo Stato ma anche per quelle ulteriori dettate dai governatori. Si sente poi il bisogno di una campagna di comunicazione importante volta a spiegare ai cittadini la situazione in essere, comportamenti ammessi e non».

Infine il caso delle piste da sci. L’auspicio del governatore ligure è che vi sia la chiusura dei confini nazionali per evitare che si vada in vacanza, magari a sciare, fuori dall’Italia quando il nostro arco alpino è destinato a rimanere “chiuso” per lockdown. Tra le ipotesi portate avanti sempre dalle Regioni c’è di aggiungere ulteriori aree di rischio ai colori giallo, arancione e rosso, nelle quali siano permesse attività maggiori.