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Covid, CNA Agroalimentare: «Pubblicato decreto del Mipaaf, stabilisce criteri e modalità di gestione del Fondo per filiera di ristorazione»

La data di presentazione della domanda sarà fissata con provvedimento del Ministero

Imperia. Pubblicato il 6 novembre scorso in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che stabilisce i criteri e le modalità di gestione del Fondo per la filiera della ristorazione, che è finalizzato alla erogazione di un contributo a fondo perduto e ha il fine di sostenere la ripresa e la continuità dell’attività degli esercizi di ristorazione ed evitare gli sprechi alimentari attraverso l’utilizzo ottimale delle eccedenze anche causate da crisi di mercato.

«La situazione di crisi è stata aggravata dalla chiusura del circuito legato all’Ho.Re.Ca. e dall’attuale persistente difficoltà di un avvio ordinario dei consumi in tale settore, che sta provocando il perdurare di ingenti scorte di prodotto invenduto e costante diminuzione dei prezzi per alcuni settori produttivi», dichiara Luciano Vazzano, segretario territoriale CNA Imperia«I dati sull’andamento del comparto ristorazione poi evidenziano un trend molto negativo; le ulteriori restrizioni produrranno ingenti danni su settori già in grave sofferenza, costituiti da imprese che già faticavano a riprendersi dalla chiusura forzata degli scorsi mesi, con il rischio ormai tangibile che alcune non riusciranno più a risollevarsi. Il bonus ristorazione può essere una buona risorsa ed abbiamo attivato a tal fine uno sportello CNA dedicato alla consulenza, che assisterà le imprese nella richiesta. Occorre comunque un supporto più significativo per il settore, che ribadiamo ancora una volta dovrà essere supportato da ulteriori misure».

COME FUNZIONA IL BONUS
Il contributo è riconosciuto per l’acquisto, effettuato dopo il 14 agosto 2020 e comprovato da idonea documentazione fiscale (fatture e documenti di trasporto), di prodotti di filiere agricole e alimentari, inclusi quelli vitivinicoli, anche DOP e IGP, valorizzando la materia prima di territorio. Per prodotti di filiere alimentari si intendono anche i prodotti della pesca e dell’acquacoltura. Importo minimo 1.000,00, massimo 10.000,00 euro, IVA ed oneri esclusi, su acquisti pagati o da pagare con modalità tracciabili (andrà poi allegata al saldo debita quietanza). Oltre ai prodotti DOP e IGP, per valorizzazione della materia prima di territorio si intende l’acquisto da parte del soggetto beneficiario di
– prodotti da vendita diretta ai sensi dell’art. 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228
– oppure di prodotti ottenuti da filiera nazionale integrale dalla materia prima al prodotto finito.

Inoltre, ai fini dell’attuazione della misura agevolativa saranno considerati prioritari gli acquisti di prodotti DOP e IGP e di prodotti ad alto rischio di spreco (VEDI ELENCO RIPORTATO DA ALLEGATO 1 DEL DECRETO).

A CHI SPETTA IL CONTRIBUTO
Il contributo a fondo perduto è stato ampliato rispetto ad una prima impostazione e spetterà alle imprese attive nel settore della ristorazione con codice Ateco prevalente tra i seguenti:
– 56.10.11-Ristorazione con somministrazione
– 56-10-12-Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
– 56.21.00-Fornitura di pasti preparati
– 56.29.10-Mense
– 56.29.20-Catering continuativo su base contrattuale
– 55.10.00, Alberghi limitatamente alle attività autorizzate alla somministrazione di cibo.

Il contributo è concesso alle imprese che hanno avviato l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2019 o a quelle già attive prima di tale data qualora il fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore almeno del 25% del fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2019. Il soggetto beneficiario è tenuto ad acquistare almeno tre differenti tipologie di prodotti agricoli e alimentari e il prodotto principale non può superare il 50% della spesa totale sostenuta e documentata.

COME OTTENERE IL CONTRIBUTO
Il soggetto beneficiario potrà rivolgersi agli sportelli CNA per richiedere il contributo, attraverso il portale della ristorazione (piattaforma web di Poste Italiane) o attraverso gli sportelli del concessionario, mediante inserimento o presentazione della richiesta di accesso al beneficio completa dei dati richiesti, inclusa copia del versamento dell’importo di adesione all’iniziativa di sostegno, effettuato tramite bollettino di pagamento, fisico o digitale.

Previa verifica di completezza delle domande presentate e del rispetto del massimale degli aiuti de minimis da parte di Poste italiane, verrà trasmesso al Ministero l’elenco dei potenziali beneficiari con specificazione del contributo da ciascuno richiesto corrispondente alle fatture presentate nella domanda. L’accettazione della domanda sarà subordinata alle verifiche che il concessionario effettuerà per conto del Ministero sulla corrispondenza partita IVA-codice Ateco-IBAN così come indicati dal soggetto beneficiario. La data di presentazione della domanda sarà fissata con provvedimento del Ministero.

Il Ministero, nei limiti delle risorse disponibili e sulla base dei requisiti relativi all’acquisto di prodotti agroalimentari, con proprio provvedimento determinerà il contributo erogabile a ciascun beneficiario, garantendo, in ogni caso, un importo pari ad euro 1.000 e provvedendo alla ripartizione delle risorse residue tra i soggetti beneficiari, fino a concorrenza del volume di risorse erogabili. Nel caso in cui il totale dei contributi richiesti ecceda le risorse disponibili, procederanno alla determinazione della misura del contributo concedibile in misura percentualmente proporzionale agli acquisti documentati.

Infine, verrà autorizzata in automatico la corresponsione di un anticipo pari al 90% del valore del contributo riconosciuto, che avverrà tramite bonifico effettuato da Poste Italiane. Entro 15 giorni dall’anticipo il soggetto beneficiario presenterà a Poste Italiane, con le medesime modalità previste per la presentazione della domanda, quietanza di pagamento degli acquisti. Una volta acquisita tale documentazione, saranno emessi i bonifici a saldo del contributo concesso.

Le produzioni più colpite che si trovano in una condizione di grave rischio spreco, sono elencate all’allegato 1 al decreto: le istanze delle imprese che evidenziano tali acquisti saranno considerate prioritarie nella assegnazione delle risorse.

Per maggiori informazioni, rivolgersi a CNA Sede di Sanremo, tel 0184/500309 – e-mail credito@im.cna.it

ALLEGATO 1 PRODOTTI A RISCHIO DI SPRECO ALIMENTARE

In coerenza con il paniere elaborato dal «Tavolo per la lotta agli sprechi e per l’assistenza alimentare» per il programma di distribuzione delle derrate alimentari agli indigenti di cui all’art. 58 del decreto-legge del 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, si elencano i prodotti a rischio spreco alimentare a causa della pandemia Covid-19.

Prodotti (Tipologia):
– latte 100% italiano;
– prosciutto crudo DOP e prosciutto cotto 100% italiano;
– salumi vari da suino DOP e IGP da animali nati allevati e macellati in Italia;
– salumi non da carne suina (tacchino, bresaola, altro) da animali nati, allevati e macellati in Italia;
– formaggi DOP o da latte 100% italiano;
– olio extra vergine di oliva 100% da olive italiane e/o DOP;
– carne bianca da animali nati allevati e macellati in Italia;
– carne bovina, suina, ovicaprina, cunicola da animali nati allevati e macellati in Italia;
– zuppe di cerali con verdure filiera e materia prima italiana;
– minestrone con verdure filiera e materia prima italiana;
– pasta secca con grano 100% italiano;
– riso da risotto con riso 100% italiano;
– preparati per risotti (alle verdure, ai funghi, ecc.) da materia prima italiana;
– passata di pomodoro 100% italiana;
– polpa di pomodoro o pelati 100% italiana;
– sughi pronti da materia prima italiana;
– verdure fresche o conservate in scatola o in vetro filiera e materia prima italiana;
– verdure conservate in scatola filiera e materia prima italiana formato per mense;
– legumi in scatola (fagioli, lenticchie) filiera e materia prima italiana;
– macedonia di frutta o frutta sciroppata o frutta fresca da filiera e materia prima italiana;
– succo di frutta e purea di frutta filiera e materia prima italiana;
– crackers, pane e prodotti da forno da grano 100% italiano;
– vini DOP e IGP;
– aceti balsamici DOP e IGP.