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Carcere e focolai Covid, arriva anche a Imperia la “staffetta” dello sciopero della fame

Promossa dalla parlamentare radicale Rita Bernardini

Imperia. «Anche io ho aderito alla staffetta promossa da Rita Bernardini e dal 13 novembre ho fatto lo sciopero della fame». A raccontare la sua esperienza è la compagna (che ovviamente chiede di restare anonima) di un detenuto del carcere del capoluogo che ha aderito all’iniziativa della parlamentare radicale Rita Bernardini. La Bernardini chiede a gran voce amnistia e indulto per ridurre il rischio covid nelle carceri italiane, luoghi di sovraffollamento per definizione, a tutela sia dei detenuti che del personale di polizia penitenziaria e operatori.

«Io sto male, ho gli incubi, mi sveglio di notte e non so se il mio compagno è vivo o morto. Ci sono persone che possono benissimo stare ai domiciliari. E’ giusto che chi ha sbagliato paghi, ma con la condanna a morte no», aggiunge la giovane che dal 13 novembre a ieri si è nutrita solo con un succo di frutta o un cappuccino al giorno.

Cresce, infatti,  il numero dei contagi all’interno delle carceri tra detenuti e personale, ma il sovraffollamento permane. Rita Bernardini del Partito Radicale ha iniziato lo sciopero della fame per ottenere un dialogo con il governo. Ciò che propone, oltre all’amnistia e l’indulto, o, almeno una modifica del decreto Ristori cercando di ampliare la platea dei beneficiari.

«Abbiamo attivato una chat di parenti di detenuti- conclude la donna che ha partecipato alla staffetta dello sciopero della fame –  siamo in 300, ci facciamo coraggio a vicenda. Soprattutto chi ha figli è disperata. Ci si può ammalare e con maggiore facilità anche in carcere. La nostra solidarietà si estende, naturalmente, anche al personale di polizia penitenziaria sottoposto agli stessi tipi di rischio. Non più tardi di qualche giorno a Napoli è morto di Covid un agente di 35 anni. Pensano tanto al Natale, ma per chi come noi ha la testa in galera, il Natale non esiste».